L’annuncio di Julian Assange è arrivato dopo il “blocco” di Mastercard e Visa nei confronti dell’organizzazione

Julian Assange

La vendetta dei potenti non si è fatta attendere e WikiLeaks “sospende le pubblicazioni”. Lo ha annunciato lo stesso sito internet fondato da Julian Assange in un comunicato spiegando che l’interruzione temporanea dell’attività di “diffusione di documenti segreti” è dovuta alla “mancanza di mezzi finanziari”.

A causa del “blocco” realizzato contro WikiLeaks dai due colossi delle carte di credito Visa e Mastercard, il sito “è costretto a sospendere temporaneamente le sue attività di pubblicazione” e a lanciarsi in una “raccolta fondi”, secondo una nota diffusa a Londra.

Bank of America, Visa, Mastercard, PayPal, Western Union. Sono loro infatti che hanno chiuso i rubinetti e congelato i fondi raccolti dal gruppo di Assange, come ritorsione per la pubblicazione di una impressionante quantità di cablogrammi della diplomazia americana.

Per l’hacker australiano, questo “attacco ha distrutto il 95 per cento dei nostri fondi”, causando la “perdita di decine di milioni di dollari in un momento di costi operativi senza precedenti”.

Dura l’accusa di Assange agli esecutori di un “blocco finanziario arbitrario e illegale”. “Non si può permettere che una manciata di compagnie finanziarie americane decida come il mondo intero vota con le proprie tasche”, ha detto l’hacker.

Lo stesso Assange ha annunciato “una aggressiva campagna di fundrainsing per rispondere al colpo” e il ricorso contro il blocco nelle opportune sedi in Islanda, Danimarca, Australia, Gran Bretagna, Stati Uniti e a Bruxelles.

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