Lombardo è tornato a mostrarsi in pubblico con Fini, Casini e Rutelli: il “quadrumviro” prepara le elezioni

Casini, Rutelli, Fini e Lombardo

Ci avete fatto caso? Da alcuni giorni il Terzo polo si presenta con i suoi quattro partiti, l’Unione di Centro, l’Alleanza per l’Italia, Futuro e libertà per l’Italia e il Movimento per le Autonomie. Per alcuni mesi, infatti, aveva perso la quarta gamba per strada.

Casini, Rutelli e Fini – scrive Sicilia Informazioni – s’incontravano, s’annusavano, dialogavano o facevano altre cose, ognuno per conto loro, senza ricordarsi che l’Mpa di Raffaele Lombardo era della partita. Un’assenza curiosa e, talvolta, perfino sospetta. Chi aveva abbandonato chi? Era stato l’Mpa a mollare gli ormeggi e a navigare da solo, a vista, oppure erano i tre soci, Casini, Rutelli e Fini, a dimenticare l’alleato?

Per giorni, dunque, si è cercato di capire che cosa stesse succedendo, senza badare al fatto che proprio i tre partiti rimasti “legati” nel Terzo polo, viaggiavano ognuno per conto proprio. Casini diceva la sua, e lo stesso facevano Rutelli e Fini. Una deriva o una condizione naturale? Probabilmente la seconda ipotesi è quella giusta, perche si tratta di tre “generali” che hanno la vocazione del leader ma devono convivere senza danno ancora a lungo.

Dal canto suo, Raffaele Lombardo metteva i puntini sulle “i”, ricordando a chi l’avesse dimenticato, che la sua opzione autonomista non poteva essere negoziata. L’alleanza è una cosa, l’autonomismo un’altra. Una partita difficile da giocare ma senza alternativa perché la ragione sociale del Movimento, nato in Sicilia, è proprio l’autonomismo. Lombardo sostiene da sempre che i territori hanno bisogno di amministrarsi da sé e che i partiti con una gerarchia nazionale non incoraggiano certo l’autonomia.

E’ parso che questa opzione irrinunciabile fosse così forte da mandare all’angolo il Terzo polo, comunque lo relegasse ad una posizione secondaria, un rischio calcolato, a nostro avviso, da Lombardo, ma a giudicare dagli ultimi eventi questa “condizione” è stata superata. Lombardo avrebbe fatto capire ai suoi alleati che si può stare insieme senza “snaturare” la propria identità.

Così, mentre a Roma Casini, Rutelli e Fini ogni volta che capita, mettono un posto a tavola, ricordando che l’Mpa fa parte del Terzo polo a buon diritto, Raffaele Lombardo ribadisce dal canto suo di essere convinto della bontà di questa opzione politica, che dovrebbe condurlo agli appuntamenti elettorali nel campo centrista.

A Francesco Rutelli e Gianpiero D’Alia, che chiedevano insistentemente dove si collocasse l’Mpa, Lombardo ha dato una risposta inequivocabile. E tutto è tornato al suo posto.

© Riproduzione Riservata

Commenti