Non basta indignarsi per gli scontri di Roma: dai politici al popolo c’è un Paese fa a botte con la legalità 

il "rituale" della corruzione

Leggevo in questi giorni su facebook ; “la vera violenza è una classe politica corrotta”. Dunque; vediamo di capirci qualcosa.

La vera violenza esclude a priori che, circa i fatti disgustosi accaduti a Roma durante il corteo, si tratti di violenza.

Ma è o no violenza asserire che fatti di violenza, se pure verbale, non siano riconducibili a fatti di violenza? Diciamo di sì. Lo è.

Passiamo alla classe politica “corrotta”.  In quale Paese opera tale associazione a delinquere? Perché non si riesce a debellare il “malcostume?” Perché nessuno di noi chiede a gran voce legalità alla politica?

Semplice; perché siamo tutti fuorilegge. Siamo tutti “wanted dead or alive”. Siamo quelli che pur di non andare a lavorare il lunedì, affolliamo i Pronto Soccorso delle nostre città con migliaia di accessi e trattamenti “impropri”.

Siamo quelli che, pur avendo la vista aquilina, percepiamo l’invalidità per ciechi. Siamo quelli che pur avendo l’agilità felina, percepiamo l’invalidità per inabilità fisica. Siamo quelli del “se non sei sopra sei sotto” e del “chi è primo non è senza”.

Siamo quelli privi del benché minimo senso civico; della Res Pubblica. Quelli che pur di vivere al di sopra delle proprie possibilità sarebbero capaci di vendere la propria madre. Siamo quelli che acquistano le lauree; i posti di lavoro; i certificati di agibilità; le concessioni edilizie e gli appalti pubblici. Siamo quelli che imbrattano gli ascensori degli ospedali.

Quelli che riescono ad imbrogliare il prossimo per accaparrarsi il miglior loculo e quelli che rubano i fiori e gli addobbi nei cimiteri. Siamo quelli che insudiciano i muri; che deturpano le bellezze artistiche per venderne i pezzi; quelli che se non freghi il fisco sei un fesso.

Siamo quelli che rendono una discarica ogni sottostrada del nostro Paese. Ed ancora; quelli che appiccano fuoco a immensi patrimoni boschivi per rendere il terreno edificabile. Siamo quelli che prendono e danno mazzette per costruire dove non si dovrebbe.

Quelli che tenendo in piedi un muro non pagano la Bucalossi anzi, se si può sgraffignare qualcosa alle Belle Arti, meglio stiamo.

Siamo quelli che, voltando lo sguardo altrove, convivono pacificamente con la malavita; con la mafia, con la ‘ndrangheta, con la camorra.

Siamo quelli che dicono che queste, non esistono. Siamo quelli che si strappano i capelli e picchiano i poliziotti quando i criminali sono catturati. Siamo quelli che vivono della pensione e dell’invalidità di famigliari defunti.

Siamo quelli dell’appropriazione indebita. Quelli che spostano i paletti delle recinsioni per fregare il terreno del vicino e quelli che, al contrario, dal vicino ci vanno di notte, ma solo quando devono collegarsi ai suoi cavi elettrici.

Siamo gli operatori ecologici e i vigili urbani che entrano nei bar alle ore 8,00 ed escono alle ore 12,00. Siamo quelli che se c’è qualcosa da fare… “non si può fare”; il perché lo sa solo Dio.

Siamo quelli delle tangenti; quelli delle false malattie e dei falsi incidenti sul lavoro. Siamo quelli che, per qualche “favore”, si vendono alla politica.

Ma cari signori… Per quanto i nostri governanti vogliano impegnarsi, non riusciranno mai a superare il loro maestro: il popolo.

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