La dura lettera dell’ex presidente, manda su tutte le furie Passalacqua: “adesso rapporto fiduciario si è incrinato”

Palazzo dei Giurati

Si infiamma la contesa sul futuro dell’Asm e adesso c’è un’altra possibile svolta clamorosa all’orizzonte. Il 19 ottobre scorso il Tar di Catania, come ormai è noto, ha ammesso alla discussione il ricorso del Cda e fissato al 9 novembre una nuova udienza per decidere se confermare la liquidazione o disporne la sospensiva.

Ma proprio alla vigilia dell’appuntamento in agenda al Tar, una lettera inviata dal “defenestrato” presidente dell’azienda, Emilio Fragale, al sindaco Mauro Passalacqua potrebbe ora portare ad un altro “terremoto”.

Nella lunga missiva in cui ha posto numerosi interrogativi e chiesto al sindaco perchè non abbia preso sin qui posizione sulla liquidazione, in particolare, Fragale ha richiamato “un incontro presso la presidenza Asm con oltre trenta lavoratori” nel quale circa l’operato di alcuni assessori il sindaco avrebbe “espresso biasimo, rammarico, incredulità per comportamenti definiti “delinquenziali””.

Adesso in Consiglio comunale, su precisa richiesta di chiarimenti fatta in aula dal presidente del Consiglio Eugenio Raneri, il sindaco ha però precisato che pur nella criticità delle sue valutazioni non avrebbe mai utilizzato tale suddetto termine.

“Perché resta indifferente e/o inerme e/o succube dinnanzi a delibere – a suo dire – confezionate nella sua stanza, in sua assenza, a sua insaputa, in sua vece?”, ha anche scritto Fragale. Polemiche sono pure scaturite, in particolare, sulla valutazione degli effetti positivi data nella lettera alla transazione Comune-Asm, di contro presente tra i motivi del ricorso al Tar per i riflessi negativi sull’Asm.

Il sindaco ha preso atto della lettera, ritenendo che a seguito della nota a questo punto si sia incrinato il “rapporto fiduciario” con Fragale.

Dunque se venisse accolto il ricorso al Tar contro la liquidazione, ed in quel caso con l’eventuale reintegro del Cda, è concreta la possibilità che il sindaco decida a sua volta di revocare subito il mandato a Fragale.

Raneri, intanto, a sua volta ha chiesto in Consiglio l’avvio con urgenza di alcune audizioni in sede di Civico consesso sulla situazione economica dell’azienda, nonchè su atti adottati dal cda e la direzione generale nel periodo che intercorre tra gli incontri in prefettura e la messa in liquidazione.

Comunque andrà al Tar, in casa Pd qualcuno si ostina a non voler prendere atto di un dato di fatto chiaro, semplice e nitido: tra il sindaco e la componente politica degli assessori che lo stesso Fragale definisce “ispiratori della liquidazione”, c’è un accordo politico ben preciso, che va oltre il peso di qualche monito o periodica insofferenza del primo cittadino per le riunioni nei bar o i breafing serali col casco. Pur tra alti e bassi, c’è una solida convergenza di intenti al cospetto della quale poca rilevanza assumono poi polemiche o schermaglie varie su quale termine possa aver detto o non detto esattamente il sindaco in un venerdì di luglio con i lavoratori.

Il sindaco verosimilmente ha valutato che in tempi di crisi sia un azzardo rimescolare le carte in corsa o fare azzeramenti, e scenari del genere scatenerebbero per forza di cose una bufera: quindi avanti con chi c’è già, in linea d’altronde sino in fondo con la volontà sancita dall’elettorato che ha votato questa Amministrazione nel 2008. L’asse locale Pdl-Mpa dell’attuale Giunta ha le carte in regola per restare assieme sino all’ultimo giorno della legislatura e, se cosi sarà, con la conseguente reciproca volontà quindi di ripresentarsi alleati all’appuntamento con le urne.

Asm o non Asm, liquidazione o non liquidazione, chi continua a trascinarsi nell’equivoco al momento è il Pd. La logica dello stare con un piede fuori e l’altro fuori non paga mai. Nel mare inquieto dell’ingovernabile politica taorminese non si può pensare di limitarsi a stare in linea di galleggiamento o navigare a vista. Dichiarazioni di “indipendenza” o “trapezismi” dialettici alla lunga stridono col dovere di (ri)darsi una rotta e fare chiarezza per se stessi prima ancora che verso gli altri. La vita è fatta di scelte: o qui o lì. Sembra quasi di ascoltare Battisti quando cantava: “io vorrei, non vorrei, ma se vuoi…”. Non si insegue all’infinito chi di seguirti non ha voglia o forse ti ha pure messo alla porta…

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