Lo zio di Melania conferma: “foto indescrivibili nel pc”. Contatti con trans e trav, la vittima ormai sapeva tutto

Salvatore Parolisi

Emergono nuovi particolari scabrosi nella vicenda di Salvatore Parolisi e di riflesso nelle indagini sul delitto della moglie Melania Rea. Sarebbero infatti confermate le voci sencondo cui nel suo computer il caporalmaggiore conservasse foto di trans. E’ lo zio di Melania, Gennaro, a rivelare il segreto inconfessabile: “Ho trovato roba incredibile, c’erano foto che non posso descrivere”,.

“Mi fai schifo, sei un monnezza” – La frase si riconnette alle parole pronunciate dalla stessa Melania al marito, pochi giorni prima dell’omicidio: “Mi fai schifo, il nostro rapporto è finito, sei una monnezza, ti rovino”. E, chiamando al telefono l’amica Rosa il 16 aprile, aveva aggiunto: “Ti devo raccontare una cosa molto brutta”.

La donna, insomma, sospettava che Parolisi non solo avesse relazioni extraconiugali con soldatesse della caserma Clementi, ma anche rapporti con transessuali, come confermerebbe appunto il catalogo fotografico trovato sul suo computer. E gli inquirenti non escludono che sia stato proprio questo il movente dell’assasssinio di Melania. Forse la donna avrebbe potuto rivelare tutto, compromettendo definitivamente la carriera del caporale.

Il ritrovamento delle foto darebbe, pertanto, una spiegazione al movente per l’omicidio di Melania.

Intanto, all’attenzione dei pm Davide Rosati e Greta Aloisi ci sarebbero al momento altri elementi: in particolare due borse consegnate alle forze dell’ordine dai familiari della vittima. Una di queste potrebbe essere quella che la donna indossava il giorno in cui è stata uccisa, come testimoniano le telecamere di un supermercato in cui si era recata, e che inizialmente sembrava essere scomparsa.

In realtà, i famigliari di Melania hanno portato via l’oggetto in questione da casa di Salvatore Parolisi il giorno in cui si sono recati a Frattamaggiore per recuperare gli effetti personali della figlia.

La borsa, una Alviero Martini modello shopping del valore di 250 euro, apparteneva alla donna da circa un anno e mezzo; eppure quella giunta nelle mani degli inquirenti appariva quasi nuova. Il dubbio è che Parolisi possa aver riacquistato la borsa scomparsa misteriosamente il giorno dell’assassinio.

I pm hanno affidato alla polizia giudiziaria della guardia di finanza il compito di verificare il codice a barre dell’oggetto.

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