Al congresso di Scilipoti il premier attacca giudici e Corte costituzionale: “in campo contro golpe giudiziario”

Silvio Berlusconi

«In questi 18 anni non mi hanno fatto mancare nulla. Aggressioni politiche, giudiziarie di cui sono il recordman e anche fisiche perché se quella statuetta del Duomo invece che sulla guancia l’avessi presa in un’altra parte del viso sarei sotto terra». Lo ha affermato il premier Silvio Berlusconi nel corso del suo intervento al primo congresso del movimento di Responsabilità Nazionale di Domenico Scilipoti.

Berlusconi, dal palco del congresso, ricorda la cena in cui decise di «scendere in campo» per impedire che i «comunisti» prendessero oltre il «70% dei seggi in Parlamento». Il Cavaliere esordisce rievocando «il golpe giudiziario» di Tangentopoli che lo costrinse nel ’94 a buttarsi in politica. In particolar modo il Cavaliere torna a puntare il dito sui «comunisti ortodossi»: «Ho deciso di fare la mia scelta allora insieme ad altri matti come me per non consegnare il potere e il Paese nelle mani dei comunisti ortodossi».

Amici e parenti, in particolare mia madre, ricorda il Cavaliere, erano contrari. Per cercare di dissuadermi, racconta il capo del governo, «mi dissero: “Te ne faranno di tutti i colori, ti verranno addosso con la loro stampa, con la televisione, con i giudici”. Tutto ciò che è poi puntualmente avvenuto, anzi quello che è accaduto dopo è stato ancora peggio».

«Faccio una parentesi per uno sfogo», prosegue Berlusconi. «Da quando sono entrato in campo – aggiunge – non mi hanno fatto mancare nulla: aggressioni mediatiche quotidiane, basta accendere la televisione o leggere un giornale; aggressioni politiche, basta sentire i discorsi che fanno in Parlamento; aggressioni giudiziarie, visto che sono il recordman dell’universo con 103 indagini e 40 processi; aggressioni fisiche, basti pensare che se quel duomo in marmo invece che sulla guancia mi avesse colpito più in alto sarei sotterrato; aggressioni patrimoniali, 600 milioni al signor De Benedetti, tessera numero uno del Pd; e infine, aggressioni di immagine con le menzogne e le calunnie di cui mi hanno ricoperto trasformando le mie cene eleganti e corrette, divertenti e allegre certo, in cose indicibili e licenziose cosa che io ho giurato non ho mai visto in casa mia, sotto gli occhi di un mare di gente, non ho mai visto capitare nemmeno una volta».

«Non lascerò la politica prima di aver lasciato in eredità una nuova formazione che si riconosca nei valori del Ppe e da contrapporre alla sinistra dilaniata dalle divisioni», ha affermato ancora Berlusconi. «Sono convinto – ha proseguito – che gli Stati Uniti ci indichino la strada e cioè il bipolarismo perché una democrazia funziona bene se ci sono due parti in campo. Io ho fatto un grande sforzo di convincimento nei confronti delle forze di centrodestra perché entrassero nella grande casa dei moderati fondando il Pdl».

Il Porcellum è colpa di Ciampi, sì alle preferenze. «Alla luce del milione e duecentomia cittadini che hanno firmato il referendum dobbiamo introdurre una variante nella legge che consente di scegliere candidato per candidato», ha detto ancora Berlusconi. Parlando della riforma della legge elettorale Berlusconi ha poi sottolineato come l’altro aspetto da cambiare sia il premio di maggioranza regionale al Senato: «Calderoli ha dato un giudizio negativo al porcellum – ha spiegato – perchè la legge fu cambiata da Ciampi, che pretese in base a una interpretazione personale della Costituzione, di frazionare a livello regionale il premio di maggioranza e nel Senato facendo cadere così le ragioni di un premio di maggioranza che viene dato per garantire la governabilità. Oggi la legge garantisce governabilità alla Camera, ma non al Senato».

«Dobbiamo cambiare l’architettura dello Stato perché non è possibile che dopo che si lavora circa un anno e mezzo ad una legge, se questa non piace a Magistratura democratica viene impugnata davanti alla Consulta che avendo la maggioranza dei giudici di sinistra la blocca», ha detto ancora Berlusconi.

«Penso di durare anche stavolta cinque anni, semplicemente per il fatto di avere grande autorevolezza», ha quindi assicurato il presidente del Consiglio.

Quindi il Cavaliere si difende dalle accuse che riguardano le sue cene a Palazzo Grazioli: «Si tratta di cene eleganti, carine, divertenti, allegre», che sono state trasformate in «cose indicibili».

Infine a una contestatrice che lo interrompe durante il suo intervento il premier dice: «Sì, dopo, l’aspetto fuori e poi ci spieghiamo. Anche perché è molto carina». Applausi della platea.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=dON7uOq_D2Q[/youtube]

© Riproduzione Riservata

Commenti