Dopo la morte di Gheddafi il regime è caduto: alleati pronti a partire. Si prepara lo stop delle operazioni

vertice Nato
“La missione della Nato in Libia finirà d’accordo con l’Onu ed il Cnt”. Lo ha detto il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, precisando che “ora il momento è molto più vicino”. “La Nato e i suoi partner – ha aggiunto Rasmussen – hanno compiuto con successo lo storico mandato delle Nazioni Unite. Dopo 42 anni il regime di paura del colonnello Gheddafi è finalmente arrivato alla fine, ora la Libia può voltare pagina”.

Insomma, siamo alla fase del “missione compiuta”. In seguito alla morte di Gheddafi e alla conquista di Sirte, la Nato si appresta a chiudere le operazioni in Libia. La decisione sarà discussa già oggi sul tavolo del Consiglio Atlantico. E dopo le parole di Rasmussen e quelle di Obama (“la missione della Nato in Libia finirà presto”) in molti scommettono sull’annuncio ufficiale della fine dell’operazione Unified Protector.

“Tutto lascia immaginare che l’operazione non durerà ancora per molto”, hanno confermato fonti diplomatiche a Bruxelles. Certo, osservano le stesse fonti, la morte del Colonnello non era l’obiettivo della missione, avviata in base alle risoluzioni approvate dal Consiglio di sicurezza dell’Onu per proteggere la popolazione civile. Ma in ogni caso “dovrebbe essere al massimo una questione di giorni. La decisione sullo stop alle azioni dovrà comunque essere presa dal Consiglio Atlantico”.

Le forze dell’Alleanza sono state impegnate fino all’ultimo al fianco degli insorti nella guerra contro le forze leali a Gheddafi. Nel quadro della complessa e difficile ricostruzione delle ultimi fasi che hanno accompagnato la morte del Colonnello, l’Alleanza ha confermato di aver attaccato giovedì un convoglio di veicoli armati nelle vicinanze di Sirte, nei pressi dell’ultimo nascondiglio di Gheddafi. “Intorno alle 8,30 due aerei della Nato hanno colpito due veicoli militari delle forze pro-Gheddafi che stavano compiendo azioni militari nei pressi di Sirte ed erano una chiara minaccia per i civili”, ha detto il colonnello Roland Lavoie.

Un appello per fermare tutti i combattimenti è stato lanciato dal segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon. Commentando le notizie provenienti dalla Libia, Ban Ki-moon ha sottolineato che “il cammino che il popolo libico deve intraprendere è difficile e pieno di ostacoli. Bisogna deporre le armi e tutti i cittadini devono mostrarsi uniti”. Non è tempo di vendetta, “ma di ricostruzione e riconciliazione”.

La Nato porrà un termine alle operazioni in Libia appena i civili saranno al sicuro: lo ha indicato il segretario britannico alla Difesa Philip Hammond, riferisce la Bbc.

Anche la Francia ritiene che dopo la morte del Colonnello l’operazione militare della Nato in Libia può dirsi “finita”.”Penso che possiamo dire che l’operazione militare della Nato è conclusa e che l’insieme del territorio libico è sotto il controllo del Cnt”, ha detto infatti il ministro degli Esteri francese Alain Juppé.

La missione Nato in Libia aveva preso il via il 31 marzo. Fino ad oggi gli aerei delle forze dell’Alleanza hanno compiuto oltre 26mila missioni, di cui 9.618 considerate d’attacco, cioè contro obiettivi specifici. Il 21 settembre si era deciso di prolungare la missione di altri tre mesi. Probabilmente ne sarà bastato un solo.

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