Indagine della Procura di Torino, il club è parte lesa: fornitura di acciaio non sarebbe conforme alle norme

Juventus Stadium

Pericolo di crollo colposo: è questa la principale e clamorosa ipotesi di reato, per ora solo teorica, formulata dalla Procura di Torino nell’inchiesta, sfociata oggi in alcune perquisizioni, sul nuovo stadio della Juventus. Gli indagati sono tre. Il procedimento riguarda la fornitura di acciaio non conforme alle norme.

Sono tre le persone indagate nell’inchiesta sul nuovo stadio della Juventus sfociata oggi in una serie di perquisizioni.

Si tratta di tecnici che si sono occupati a vario titolo della costruzione del complesso. Un avviso di garanzia è stato consegnato a Giovanni Quirico, un dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di Torino, e agli ingegneri Francesco Ossola e Paolo Erbetta. Il primo, secondo quanto si è appreso, è chiamato in causa come collaudatore, i secondi come direttori dei lavori.

Oggi, dunque, la procura di Torino ha acquisito nella sede bianconera di corso Galileo Ferraris 32 documenti riguardanti il materiale impiegato per la costruzione del nuovo impianto sportivo. L’inchiesta punta a far luce sulle forniture di acciacio utilizzate, anche se come detto la Juventus non è indagata, ma parte lesa.

Le perquisizioni sono in corso in Piemonte, Veneto e Friuli. Su mandato della stessa Procura della Repubblica ci sono quattro perquisizioni in corso in provincia di Torino, una in provincia di Padova e una in provincia di Udine. L’inchiesta è condotta dal pm Gabriella Viglione.

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