A quell’età diventa più difficile avere figli: lo rivela studio Usa su chi si è sottoposto a fecondazione vitro

fertilità, da 41 anni l'età a rischio

L’orologio biologico esiste anche per gli uomini. Secondo uno studio americano condotto su alcuni pazienti che si sono sottoposti alla fecondazione in vitro, a 41 anni le probabilità di un uomo di diventare papà cominciano a calare. Dopo i 45, chi non ha ancora formato una famiglia e la vuole, farà ancora più fatica, nonostante gli “aiuti” della moderna medicina.

L’allarme è stato lanciato dallo studio che ha preso in considerazione la fecondazione con lo sperma di ovociti di donatrici “giovani e in salute”, che ha permesso ai ricercatori – scrive il Mail Online – di separare gli effetti dell’età degli uomini, da quelli delle donne. Le differenze – secondo il tabloid – erano “chiare”, con le possibilità di successo che diminuivano del 7% per ogni anno in più dei pazienti di età compresa tra i 41 e i 45 anni.

Dopo i 45 le chance di riuscita calano ancora più rapidamente, secondo la ricerca. L’età media degli uomini, le cui partner si sono prestate alla fecondazione in vitro era di 41 anni, ma l’età media di quelli in cui il trattamento è fallito era 45, secondo quanto riferito all’annuale conferenza della American Society for Reproductive Medicine.

In pratica, le possibilità di concepire un figlio passano dal 60% per i 41enni al 35% per gli over45. “L’età conta, anche gli uomini hanno un orologio biologico”, ha spiegato la ricercatrice Paula Fettback, della clinica brasiliana Huntington Medicina Reproductiva – non è proprio come per le donne, ma non possono aspettare all’infinito per avere figli. Devono pensarci, soprattutto dopo i 45″.

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