Il fratello della ragazza scomparsa nel 1983: “Benedetto XVI faccia tutto il possibile per accertare cos’è successo”

Benedetto XVI

Non si arrende Pietro Orlandi e rinnova la richiesta che venga fatta luce sulla misteriosa scomparsa della sorella Emanuela.

In un appello di cui è primo firmatario si rivolge a Benedetto XVI per chiedere il suo aiuto:“Sua Santità, mi rivolgo a Lei nella sua duplice veste di capo di Stato e di rappresentante di Cristo in terra per chiederLe di porre in essere tutto ciò che è umanamente possibile per accertare la verità sulla sorte della sua connazionale Emanuela Orlandi, scomparsa a Roma il 22 giugno 1983.

Il sequestro di una ragazzina è offesa gravissima ai valori religiosi e della convivenza civile: a Emanuela è stata fatta l’ingiustizia più grande, le è stata negata la possibilità di scegliere della propria vita. Confido in un Suo forte e ispirato intervento perché, dopo 28 anni, gli organi preposti all’accertamento della verità (interni ed esterni allo Stato Vaticano) mettano in atto ogni azione e deliberazione utili a fare chiarezza sull’accaduto.

Un gesto così cristiano non farebbe che dare luce al Suo altissimo magistero, liberando la famiglia di Emanuela e i tanti che le hanno voluto bene dalla straziante condanna a un’attesa perenne”.

Ma c’è un altro appello rivolto dal fratello di Emanuela Orlandi. “Lancio un appello a Oscar Luigi Scalfaro che all’epoca del sequestro di mia sorella Emanuela era ministro dell’Interno. Sarebbe interessante avere la sua opinione sui motivi che hanno indotto lo Stato Italiano ad autorizzare la sepoltura di Renatino De Pedis all’interno della Basilica di Sant’Apollinare, considerando che Scalfaro all’epoca abitava proprio all’interno della scuola di musica di Emanuela a Sant’Apollinare. Oscar Luigi Scalfaro potrebbe sapere o aver sentito qualcosa visto che era molto vicino all’ambiente ecclesiastico, in particolare al cardinal Poletti che ha dato il nulla osta alla sepoltura.” Così Pietro Orlandi si è soffermato sugli aspetti ancor più misteriosi della vicenda che riguardano la Banda della Magliana.

Oltre che all’ex Presidente della Repubblica, Pietro Orlandi ha lanciato infine un messaggio alla Commissione nazionale antimafia presieduta da Giuseppe Pisanu, auspicando che metta all’ordine del giorno in tempi brevi il caso di sua sorella, come auspicato anche da Walter Veltroni all’inizio dell’estate.

“Sono convinto che dall’inizio di questa vicenda molte persone sanno come sono andate le cose, per questo a volte mi demoralizzo ma nonostante tutto continuerò la mia battaglia”.

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“Emanuela Orlandi non è mai morta e oggi ha nuova vita, all’estero”, sostiene tra gli altri Ferdinando Imposimato, penalista e presidente onorario della Corte di Cassazione, che si è anche occupato dell’omicidio Moro, dell’attentato a Giovanni Paolo II, dell’assassinio Bachelet.

Il mistero di Ali Agca, la scomparsa di Emanuela Orlandi, la strage delle guardie svizzere: l’autorevole magistrato ha analizzato molteplici dinamiche e fatti riguardanti il Vaticano e che porterebbero anche all’attentato a Giovanni Paolo II. «Sono tutti fatti legati dal complotto contro Giovanni Paolo II da parte dei servizi segreti dell’Est».

Emanuela Orlandi è ancora viva? Il giudice Imposimato non ha dubbi a tal proposito. «Sì, è viva e vive in Turchia, con il suo compagno che è uno dei suoi sequestratori. Fu portata prima in Germania, poi in Francia e infine in Turchia. Ora non ha più interesse a farsi viva, la sua vita è altrove».

Ma c’è anche un’altra pista, che porta all’Inghilterra. Una telefonata di un sedicente ex agente del Sismi è arrivata in tempi recenti durante la trasmissione televisiva “Metropolis”, dedicata all’anniversario della scomparsa di Emanuela.

L’uomo si è presentato allora come un ex agente dei servizi segreti del Sismi con il nome in gergo di «Lupo Solitario», ha raccontato che Emanuela sarebbe stata prelevata da una Bmw nera, auto che sarebbe stata lasciata nel sotterraneo del parcheggio dove poi è stata ritrovata; sarebbe stata trasferita su una Mini verde e sedata e a bordo ci sarebbero stati anche un agente inglese e una donna. «Emanuela è passata per la Germania, la Francia e l’Inghilterra – ha detto Lupo solitario – a Bolzano invece non è mai passata».

Secondo il misterioso testimone il rapimento di Emanuela Orlandi, figlia di un commesso della Prefettura Pontificia sarebbe legato a Roberto Calvi, il banchiere trovato morto a Londra in circostanze mai chiarite.

Che fine ha fatto Emanuela Orlandi? E’ davvero ancora viva o è morta? Sapremo mai la verità?

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