In discussione al tribunale amministrativo di Catania conferma o sospensiva dell’iter di liquidazione dell’ente

il caso Asm al Tar

Il Tar di Catania ha discusso nelle scorse ore il ricorso presentato dal Cda ed il Dg facente funzioni “defenstrati” dall’Asm il 22 settembre 2011, data in cui il Consiglio comunale ha deciso di mettere in liquidazione l’azienda municipalizzata.

Presso il tribunale etneo è in corso un’azione legale che chiede l’annullamento, previo sospensiva, dell’iter intrapreso dal Civico consesso. Al momento non c’è ancora un pronunciamento definitivo.

I giudici hanno ammesso alla discussione e quindi all’esame in aula il procedimento richiedente la sospensiva, disponendo vi sia una nuova udienza fissata per il 9 novembre. Sino a quella data, per il Tar, il liquidatore Cesare Tajana, che resta comunque in carica, in sostanza dovrebbe limitarsi all’adempimento di atti inerenti la normale e ordinaria amministrazione.

Nell’udienza del 9 novembre sarà ascoltato il legale incaricato dal Comune per resistere al ricorso degli ex vertici Asm.

A ricorrere sono stati, ricordiamo, Emilio Fragale, Nando Caliri, Peppe Russotti (componenti del Cda) e Gaetano Longo (direttore generale f.f.) per impugnare la delibera consiliare di messa in liquidazione e scioglimento dell’Asm. Nell’immediatezza c’era stato un primo ricorso al Tar, nel quale veviva chiesto d’urgenza un decreto presidenziale: in quel caso il Tar si è pronunciato subito negativamente. Adesso sono stati integrati dei motivi aggiuntivi all’istanza.

I ricorrenti si oppongono alla modifica – deliberata con atto n. 32 del 7 luglio 2011 – dell’art. 64 dello statuto Asm, che ha escluso il ricorso al referendum popolare per la liquidazione dell’ente e che ha così cambiato la procedura, ed alla delibera n.36 del 22 settembre (messa in liquidazione e scioglimento dell’Asm). 

Il Consiglio comunale sostiene la sussistenza di un deficit economico-finanziario tale da legittimare l’intrapreso iter di liquidazione, mentre il Cda si oppone a tale valutazione. Il Tar sarà chiamato ora a decidere se dichiarare nulli gli atti sin qui adottati dal liquidatore.

Il 9 novembre l’altra udienza: a quel punto il Tar si pronuncerà.

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