Dopo il blocco di Villa Kristina, un secondo hotel forse nelle mani di una delle società sulle quali indaga la DIA

Villa Kristina

A Taormina c’è (almeno) un altro albergo finito in mano alla ‘Ndrangheta?

E’ un dubbio che si fa spazio in queste ore o forse l’interrogativo sa già di prologo ad ulteriori sviluppi all’orizzonte.

Non si spengono i riflettori sull’indagine della DIA di Reggio Calabria che ha portato al sequestro a Taormina di un albergo di proprietà dell’immobiliarista romano Ferdinando Marcaccini, al quale sono stati bloccati lunedì scorso beni per un valore di 110 milioni di euro.

Ormai lo si sa e lo si può dire che il noto albergo sequestrato a Taormina, dunque, è Villa Kristina, che era stato rilevato da Marcaccini un anno fa.

Ma attenzione perchè a quanto pare non finisce qui e a Taormina ci sarebbe stata qualche altra operazione sospetta e pertanto oggetto di accertamenti.

“C’è da rivedere ancora qualcosa e dei canali di finanziamento che vengono investiti anche nel traffico di stupefacenti e che possono ritornare per l’acquisto di ulteriori beni e l’incremento del patrimonio societario”. E’ quanto aveva evidenziato, dopo l’operazione che ha portato al blocco dell’impero di Marcaccini, dal direttore della DIA Alfonso D’Alfonso, il quale ha aggiunto: “per il momento abbiamo fermato questo reticolo societario, fotografato immobili e società che sennò rischiavano di prendere il volo e allora non avremmo più preso niente”.

Dunque l’inchiesta va avanti e non si esclude che vi siano ulteriori beni da monitorare, mentre ci sono invece sicuramente ulteriori soggetti sui quali la DIA sta indagando.

“Ci sono anche altri professionisti – ha spiegato D’Alfonso – che risultano intestatari di quote sociali di o amministratori di queste aziende. Per il momento non posso dire di più”. “La gran parte dei soggetti attenzionati è su Roma. Ma ci sono immobili in Sicilia e forse torneremo in  Calabria”.

La DIA sta cercando di ricostruire il quadro e scoprire quanti altri affari siano stati imbastiti tra le due sponde dello Stretto. Taormina sembra uno dei principali crocevia di questo giro di vite sulla nuova criminalità e sulle invisibili dinamiche evolutive dei reati ad essa connesse.

Della vicenda di Villa Kristina si è già ampiamente detto e scritto. Ma adesso si parla negli ambienti cittadini di un altro noto albergo di Taormina al vaglio degli inquirenti reggini.

Si starebbe accertando la situazione di un immobile immerso nella quiete di una zona panoramica di Taormina, che pare sia stato ceduto anche questo in tempi piuttosto recenti da imprenditori locali e che sarebbe stato acquistato proprio da una delle società sulle quali si sta indagando.

Nel pieno rispetto dell’attività investigativa in itinere e della riservatezza che la caratterizza, riteniamo, ovviamente, opportuno per il momento non andare oltre nei dettagli di questa indiscrezione.

Va detto, comunque, che l’ex proprietà di questa ulteriore struttura ricettiva risulterebbe del tutto estranea ai fatti e avrebbe ceduto l’edificio senza essere a conoscenza di possibili attività illecite da parte della società acquirente.

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