Il 24enne è il simbolo dei disordini: è stato fotografato mentre lanciava un estintore. Scriveva: “odio lo Stato”

Fabrizio Filippi

Uno studente romano di 24 anni è stato identificato e fermato nella Capitale dagli agenti della Digos, perché ritenuto tra i responsabili dei disordini avvenuti sabato a Roma durante il corteo degli “indignati”. Fabrizio Filippi, che ha alcuni precedenti per stupefacenti ed è noto con il soprannome di “er pelliccia”, è stato fermato sotto casa. A incastrarlo anche un tatuaggio.

Per i media era diventato una delle figure simbolo degli scontri, un’immagine che ha fatto il giro del mondo. Era stato immortalato da numerosi fotografi mentre, durante gli scontri del 15 ottobre, impugnando un estintore, prima lo vuotava agitando l’erogatore in aria, poi lo lanciava verso le forze dell’ordine.

E’ stato proprio grazie a quelle immagini che la polizia scientifica è riuscita a identificare lo studente. Per lui è scattato il fermo per resistenza pluriaggravata. Dopo la perquisizione nella sua abitazione, il giovane ha consegnato agli agenti alcuni dei vestiti utilizzati durante gli scontri. Alle prime domande degli agenti della Digos, si è giustificato dicendo di aver “usato l’estintore per spegnere l’incendio”.

Il 24enne è stato anche riconosciuto da un funzionario della questura che si trovava nelle vicinanze del giovane, lungo la traiettoria di tiro dell’estintore.

Il giovane, originario di Bassano Romano in provincia di Viterbo, in alcune foto sui blog ha un tatuaggio sulla schiena, al fianco sinistro, che raffigura una scritta: un elemento che potrebbe aver portato alla sua identificazione. Determinante è stato il lavoro del gabinetto regionale della polizia scientifica, diretto da Laura Tintisona. Una volta risaliti all’indirizzo di residenza dello studente, la Digos ha ottenuto dall’autorità giudiziaria in tempi stretti un decreto di perquisizione, firmato dal sostituto procuratore Tescaroli del pool antiterrorismo della procura di Roma, diretto dal pm Pietro Saviotti.

“Io pensavo che mio figlio stava all’università. Mi dispiace, èun momento troppo pesante per noi”. Il padre di Fabrizio Filippi si dice all’oscuro delle intenzioni del figlio: “Non stiamo bene, mi dispiace, ora aspettiamo e vediamo. Lui sta aspettando che venga interrogato, per adesso è un momento troppo pesante”.

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