Dal 21 ottobre al 1 novembre geochimici, vulcanologi, sismologi e storici a confronto nel forum annuale

Festival della Scienza

Una kermesse di geochimici, vulcanologi, sismologi e storici delle geoscienze a Genova per l’appuntamento annuale al Festival della Scienza.

La mostra ha come soggetto la geofisica, una scienza che si è sviluppata mentre l’Italia si costruiva e cresceva e il cui progresso è spesso coinciso con eventi che hanno segnato la nostra storia. Exhibit interattivi, pannelli scientifici e filmati illustrano alcuni fenomeni legati ai processi geodinamici attivi nel Mediterraneo, dai terremoti alle eruzioni vulcaniche ai maremoti.

Tecnologie sempre più sofisticate consentono di “osservare” i fondali e di studiare e monitorare i processi che si svolgono nel Mediterraneo, contribuendo a pianificare uno sviluppo sostenibile delle venti nazioni e trenta milioni di persone che vivono permanentemente lungo le sue sponde.

Durante gli incontri si discuterà degli effetti catastrofici di grandi eruzioni vulcaniche, alla scoperta degli tsunami del passato, l’indagine geofisica degli oceani, sequestrazione di anidride carbonica in atmosfera, del terremoto in Giappone, sismologia del passato. Prevedere o prevenire i terremoti?

Di questo ultimo e importante interrogativo ne parlerà Carlo Meletti, primo tecnologo dell’INGV e autore con altri studiosi della mappa di pericolosità sismica del territorio nazionale (http://zonesismiche.mi.ingv.it). Egli parlerà delle strategie che si possono intraprendere per ridurre il rischio sismico in Italia.

Lo abbiamo intervistato: “Da un lato lo studio dei fenomeni precursori dei terremoti non fornisce ancora strumenti che possano essere utilizzati con sicurezza, dice Carlo Meletti.

Sono studi che richiedono molti anni di osservazioni, tali da favorire la piena comprensione di questi fenomeni e la formulazione di modelli previsionali accurati. In Italia mancano serie temporali sufficientemente lunghe e quindi la raccolta sistematica di dati e misure deve essere promossa e favorita”.

Forse però si potrebbe puntare a conseguire risultati utili, se non sul fronte della previsione sismica, almeno su quella della prevenzione, con interventi sul patrimonio edilizio?

“Sul fronte delle normative antisismiche l’Italia ne ha ora una tra le più avanzate a livello mondiale. Ma abbiamo anche un patrimonio edilizio che in grandissima parte è stato realizzato nella seconda metà del secolo scorso, in assenza di qualsiasi indicazione seria sul possibile terremoto che poteva colpire l’area di interesse. In un caso o nell’altro siamo ancora lontani da una situazione di sicurezza dei cittadini e degli edifici, e sappiamo che i prossimi forti terremoti potranno provocare in Italia ancora morte e distruzioni”.

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