Denunciato “traffico” di minori in Spagna ad opera di medici e sacerdoti: sarebbe avvenuto dal 1940 al 1990

Papa Benedetto XVI

Tra il 1940 e la fine degli anni ’90 più di 300.000 bambini spagnoli vennero sottratti ai loro genitori, a cui veniva detto che erano morti alla nascita, e venduti a famiglie adottive da una rete di trafficanti composta da medici, infermieri, preti e suore. Il traffico dei minori viene ora denunciato in un documentario realizzato dalla Bbc, ‘Spain’s Stolen Babies’, che verrà mandato in onda questa sera su BBC Two.

“In tutta la Spagna ci sono uomini e donne la cui vita è stata sconvolta dalla scoperta di essere stati comprati dalle persone che credevano i loro genitori – ha detto al Daily Mail la giornalista della Bbc Katya Adler, che ha indagano sulla vicenda – ci sono anche molte madri che hanno sostenuto per anni che i loro bambini non erano morti e che sono state bollate come isteriche, e ora scoprono che i loro figli sono probabilmente vivi e sono stati cresciuti da altri”.

Nel documentario Adler mostra gli incontri avuti con le madri così come con i bambini ormai diventati adulti, che stanno cercando di risalire alla loro vera identità.

Il traffico dei minori ebbe inizio sotto il regime di Franco, quando i bambini venivano portati via a famiglie ritenute politicamente pericolose, ma continuò anche dopo la morte del dittatore, nel 1975. Solo nel 1987 il governo spagnolo cominciò a regolarizzare le procedure di adozione; due anni dopo la vicenda divenne di dominio pubblico per la denuncia di Antonio Barroso e Juan Luis Moreno, che avevano scoperto di essere stati ‘rubati’ alle loro vere madri. Il caso di Barroso e Moreno spinse molte mamme, in tutta la Spagna, a raccontare la loro esperienza, dichiarando di non aver mai creduto alla morte dei loro bambini.

Da allora, sono state riaperte le tombe di molti bambini, alcune delle quali sono state trovate vuote, mentre in altre sono state rinvenute ossa di adulti, e sono stati condotti test del Dna. Nonostante l’appello lanciato da centinaia di famiglie, finora non è stata aperta alcuna indagine; infatti, con l’amnistia approvata dopo la morte di Franco, i crimini commessi durante il suo regime non vengono fatto oggetto di indagine. Tuttavia i pubblici ministeri regionali stanno indagando sui singoli casi, che ammontano finora a 900.

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