Nella guerriglia di Roma i manifestanti “oscurati” dal teppismo “insurrezionalista”: la prevenzione dov’era?

guerriglia a Roma

All’indomani della guerriglia urbana, Roma fa il bilancio di quanto accaduto. Negozi, automobili, abitazioni distrutte da gruppi anarco-insurrezionalisti. La manifestazione che si è tenuta sabato scorso per le vie della Capitale, avrebbe dovuto essere una protesta pacifica contro il governo, che invece è degenerata in una lotta armata.

Ci s’interroga, oggi, sulle responsabilità e sui danni. Riflettiamo su quanto sta accadendo in Italia.Un governo scellerato che ha ridotto il paese alla fame o quasi; politici accattoni, disposti a tutto pur di non perdere i propri benefici, e lo si è visto con la fiducia posta al governo; il popolo esasperato per l’indifferenza dei governanti che non hanno occhi né orecchi. Quel che successo sabato a Roma diventa oggetto di dibattiti televisivi.

È comprensibile lo stato d’animo dei romani che subiscono ogni giorno disagi di tutti generi. Gli atti vandalici vanno condannati perché atti di vigliaccheria. Se si voleva dare una risposta dura al governo bisognava recarsi nei luoghi di potere e devastarli. Riversare la violenza sui beni dei cittadini, vittime del sistema, è stato un atto ignobile.

Perché il mondo politico si indigna davanti a tutto ciò? Le scene di violenza che si sono viste sabato scorso sono semplicemente la risposta a un governo sordo che, dovrebbe fare un “mea culpa” considerata la gravità della situazione. Che questo accadesse c’era d’aspettarselo. Tali manifestazioni rappresentano il cosi detto “piatto d’argento” che i Black Block o gli anarco-insurrezionalisti, che dir si voglia, aspettavano da tanto.

Il ministro dell’interno si appresterà a chiedere al Senato, l’introduzione di una legge che dovrebbe prevenire questo tipo di violenze; perché non fare della prevenzione prima? Perché si aspetta che debba scappare il morto, che per fortuna non c’è stato, per prendere le dovute precauzioni?

Dopo quanto accaduto, il governo dovrebbe fare un passo indietro, ciò dimostrerebbe un grande senso di responsabilità. Invece, il governo va per la sua strada incurante del disappunto degli indignati. E’ come se nessuno mai avesse manifestato e che gli scontri di sabato scorso siano stati un atto di puro attacco allo stato zelante. Si è parlato di punizioni esemplari per gli autori di tanta inciviltà. Ci domandiamo, quand’è che si applicheranno pene esemplari ai politici che violano la costituzione repubblicana?

Le forze dell’ordine sono state nuovamente criticate, sembrerebbe per il loro poco operare. Le critiche dovrebbero essere fatte con cognizione. Di recente il governo ha tagliato i fondi destinati alla sicurezza. Questi ultimi lavorano in condizioni disagiate; sono sprovvisti di divise, automobili, e talvolta anche di materiale di cancelleria. Come può lo stato chiedere un sacrificio se lo stesso non è in grado di sacrificarsi?

Con quale spirito dovrebbero i nostri poliziotti, carabinieri, lavorare? Se reagiscono per legittima difesa, si ritrovano accusati di abuso di potere. Non reagiscono, sono accusati di non aver adempiuto i loro compiti. Quali sono gli ordini che dovrebbero eseguire?

Il governo attuale è molto abile nello scaricare le responsabilità sugli altri. Andreotti diceva: “A pensare male di qualcuno è peccato, ma spesso s’indovina”. Potremmo, addirittura, sospettare che questi gruppi d’infiltrati siano stati mandati da fazioni politiche proprio per creare distrazioni, al fine di distogliere le attenzioni sulle questioni delicate in cui versa, oggi, l’Italia.

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