Riciclaggio di denaro: Dia di Reggio Calabria blocca in tutta Italia beni per 110 mln ad un imprenditore romano 

Dia in azione

Un noto albergo di Taormina è stato posto sotto sequestro nelle scorse ore dall’Autorità Giudiziaria nell’ambito di una maxi-operazione della Dia di Reggio Calabria contro la ‘Ndrangheta.

Beni per 110 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Dia ad un imprenditore immobiliarista romano, Federico Marcaccini, detto “Pupone”, rimasto coinvolto nell’operazione “Overloading”, condotta nel dicembre scorso contro un’organizzazione di trafficanti internazionali di droga legati alla ‘ndrangheta.

Il sequestro è stato disposto dal tribunale di Roma su proposta di applicazione di misura di prevenzione personale e patrimoniale del direttore della Dia Alfonso D’Alfonso, su segnalazione del centro operativo Dia calabrese.

L’operazione e’ stata effettuata con la collaborazione del Centro operativo Dia di Roma, ed ha consentito il sequestro del patrimonio riconducibile a Marcaccini, stimato in circa 110 milioni di euro, tra cui figurano un immobile sede di un importante teatro romano, due alberghi in Sicilia (uno a Taormina e l’altro a Catania) e nella regione Lazio nonchè numerose aziende situata in gran parte a Roma.

La ‘Ndrangheta, dunque, aveva passato lo Stretto e riciclava il suo denaro – frutto di attività criminali – anche nel cuore dell’economia turistica siciliana. Un’ipotesi, quella di movimenti finanziari assai poco chiari, che da tempo ormai e su più fronti viene fatta anche negli ambienti cittadini di Taormina e dintorni e che ora sembra aver trovato i primi significativi riscontri.  

Adesso è arrivata la conferma che il “campanello d’allarme” è fondato eccome. E’ il segnale di un legame sempre più intenso tra le cosche dello Stretto. Nell’ambito dell’operazione condotta dalla Dia di Reggio Calabria nei confronti dell’immobiliarista romano, Marcaccini, come detto, sono stati sequestrati immobili in diverse parti d’Italia. Uno di questi è appunto uno storico albergo a Taormina, mentre a Roma sono stati messi i sigilli al teatro Ghione.

Oltre anche ad un albergo catanese, è stato sequestrato un altro hotel a Ceccano, in provincia di Frosinone.

Adesso la Dia starebbe indagando per chiudere il cerchio anche sui cosiddetti “ganci”. Personaggi conosciuti in zona e professionisti all’apparenza insospettabili, a quanto pare, avrebbero fatto da “tramite” per le operazioni immobiliari, e quindi speculative, avvenute a Taormina e Catania. Analoghi accertamenti sono in corso anche nel Lazio.

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