Il ministro: “ha ragione Di Pietro”, servono norme molto severe. I 12 arrestati tutti di età compresa tra 19-30 anni

Bobo Maroni

Una legge “Reale bis” per prevenire le violenze di piazza. A chiederla sarà martedì il ministro dell’Interno Roberto Maroni nel corso del suo intervento al Senato sugli scontri di sabato scorso a Roma durante la manifestazione degli “indignati”. “Per una volta sono d’accordo con Antonio Di Pietro che ha detto che servono nuove norme preventive”, ha detto Maroni, “una legge Reale bis: esattamente quello che voglio dire annunciando in Senato la proposta per nuove misure legislative che possano consentire alle forze dell’ordine di prevenire più efficacemente le violenze come quelle avvenute sabato scorso a Roma”. A sostegno delle parole di Maroni è intervenuto anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che ha aperto all’ipotesi che le nuove misure vengano introdotte per decreto.

Contrario il Pd che ha chiesto invece che si applichino le norme in vigore. “Occorrono certo misure repressive, e soprattutto occorrono una grande prevenzione e misure capaci di sconfiggere i violenti”, ha commentato la presidente del Pd Rosy Bindi, “non serve tornare al passato, e non si devono privare i cittadini delle loro libertà e garanzie”.

I 12 arrestati a Roma intanto rischiano dai 3 ai 15 anni di carcere con l’accusa di resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale. Si tratta di persone tra i 19 e i 30 anni, quasi tutti del Meridione e con nessun precedente. Tra di loro anche tre donne e un ragazzo romeno di 21 anni.

Intanto perquisizioni e controlli nei confronti di presunti appartenenti all’area anarco-insurrezionalista sono state condotte in tutta Italia per individuare i responsabili delle violenze di Roma.

A Firenze sono stati fermati e denunciati sei presunti anarco-insurrezionalisti, che erano a bordo di un furgone che rientrava da Roma. Sul mezzo sono state trovate maschere antigas e materiale utilizzato probabilmente durante gli scontri di sabato.

Intanto emergono particolari sui responsabili degli scontri. Black bloc addestrati in Val di Susa con i No Tav, mazze e bombe carta nascoste lungo il percorso: è quello che scrive oggi il Corriere della Sera. Su Repubblica, intervista a un black bloc descritto come un precario di trent’anni, che parla “come uno che è in guerra” ma “la guerra l’hanno dichiarata loro”: “abbiamo fatto il master in Grecia: per un anno, una volta al mese” sono andati in traghetto ad Atene a addestrarsi, “e i compagni ateniesi ci hanno fatto capire che la guerriglia urbana è un’arte in cui vince l’organizzazione” e “non è finita”.

E dopo gli scontri e le devastazioni continua la polemica tra gli schieramenti politici. Il ministro degli Interni Roberto Maroni, che riferirà in Senato martedì, ha parlato di “rischio concreto che ci scappasse il morto” e ha promesso “punizioni esemplari” per i responsabili. Stessi toni da parte del ministro della Difesa Ignazio La Russa che ha affermato che “qualcuno cercava il morto”. L’opposizione invece ha abbozzato un attacco al titolare del Viminale che nel giorno degli scontri si trovava a casa sua a Varese e da lì ha seguito gli eventi.

A Roma sono partite operazioni di polizia su persone già note alle forze dell’ordine. Sei invece le perquisizioni svolte a Milano. Nell’abitazione di un giovane pare che i carabinieri abbiano trovato una bomboletta di spray urticante, mentre la polizia ha sequestrato una fionda. In provincia di Brescia la questura ha effettuato una perquisizione “che ha consentito di acquisire vario materiale al vaglio degli investigatori”.

A Bologna sono 12 le persone controllate tra gli appartenenti al gruppo anarchico “fuori luogo”, che già in aprile fu perquisito dalle forze dell’ordine che all’epoca arrestarono alcune persone.

Molti dei violenti “si sono addestrati con i No Tav in Val di Susa”. Lungo il percorso della manifestazione inoltre erano state sistemate buste bianche di plastica che indicavano dove si trovano le mazze e le bombe carta da utilizzare contro le forze dell’ordine e sulle vetrine sfasciate. C’erano, secondo il Corriere, almeno due blocchi di violenti: uno all’interno del corteo, l’altro ha puntato direttamente su piazza San Giovanni. La media dei ragazzi coinvolti ha fra i 17 e i 25 anni.

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