Protagonisti non solo l’azionista di maggioranza, Exor (60% del pacchetto), Lafico (7,5%) e i piccoli azionisti

Andrea Agnelli

Domani il Lingotto di Torino apre i battenti a una delle assemblee degli azionisti più importanti della storia della Juventus. Il tema centrale è l’aumento di capitale, di 120 milioni, proposto dalla proprietà per coprire le perdite di 95,4 milioni derivate dall’esercizio precedente, perdite che hanno stabilito il record negativo nei 114 anni di vita del club.

Protagonisti saranno non solo l’azionista di maggioranza, la Exor (60% del pacchetto) e la Lafico (7,5%), che però probabilmente non sarà rappresentata in quanto le sue azioni sono congelate, ma anche i piccoli azionisti, a cui la società bianconera ha proposto, per venir loro incontro, la diluizione, invece dell’azzeramento, delle 201.553.332 azioni da sottoscrivere.

La Exor è già intervenuta pesantemente, concedendo alla Juventus un prestito di 70 mln, per anticipare la campagna acquisti, da restituire entro il prossimo dicembre. Alla ricapitalizzazione, la stessa Exor parteciperà per 72 mln, accollandosi anche la quota Lafico per circa 9 mln. Oltre all’assoluta urgenza dei provvedimenti finanziari e alla necessità di una risposta immediata della proprietà per ribadire l’intenzione di restare più che mai vicina alla Juventus, l’assemblea di domani è anche un test fondamentale per capire gli umori dei soci, in un momento in cui il club bianconero ha elaborato le strategie per ritornare grande (“piano industriale triennale”, come lo hanno sempre definito John Elkann e il presidente juventino, Andrea Agnelli) in campo e fuori. Verrà presentato il primo resoconto sul nuovo stadio, che fin dai primi momenti ha riscosso unanime entusiasmo per la qualità e redditività dell’operazione. Ma Agnelli terrà anche un rapporto tecnico preciso, dando conto di costi e ricavi della campagna acquisti e delle scelte tecniche, a partire da quella di Antonio Conte.

L’assemblea cade in un momento felice per la squadra che, sebbene abbia perso un’ulteriore occasione per la fuga, è pur sempre prima in classifica e ha ottenuto risultati decisamente superiori a quelli che la critica aveva ipotizzato in estate.

Oltre al rinnovamento dei quadri tecnici, c’è anche quello del management: l’ex ad e consigliere di amministrazione Jean Claude Blanc ufficializzerà le proprie dimissioni, dopo averlo fatto con una lettera inviata al presidente Agnelli. Era lui l’ultimo supersite della Juventus del dopo Calciopoli, dopo gli addii di Giovanni Cobolli Gigli e Alessio Secco.

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