Il bicampione del mondo continua la sua marcia e vince davanti a Hamilton e Webber; quinto Alonso, poi Massa

Sebastian Vettel

Sebastian Vettel ormai ci ha preso gusto. Il tedesco corre, vince e si diverte. Neanche il secondo titolo mondiale sembra aver messo un freno alla sua voglia di stupire.

E così anche la Corea entra nella lunga lista di paesi “conquistati” dalla Red Bull, che grazie al primo posto di Vettel e il terzo di Webber si conferma miglior team di Formula Uno. Secondo posto per Lewis Hamilton che risponde alla critiche, alle polemiche e alle tante voci sul futuro dell’inglese con una gara praticamente perfetta. Bellissimo il finale con Hamilton che resiste agli attacchi di Mark Webber (visibilmente e stranamente deluso sul podio).

In partenza delude solo Jenson Button, che ci mette un po’ di giri a prendere confidenza. Parte bene Vettel, partono meglio Webber e Massa. Alonso per una volta si accontenta di mantenere la posizione non prendendosi eccessivi rischi. E così dopo pochi giri si delinea già l’andamento di una gara che troverà nel finale il suo punto più interessante. Il campione del mondo vola via fin da subito, Hamilton lotta per tenere il ritmo e con eccessivo sottosterzo fin dai primi giri.

A scatenare la bagarre e impennare i punti spettacolo ci pensa ancora una volta un pilota della McLaren. Jenson Button e Nico Rosberg si affrontano senza esclusione di colpi ai box e soprattutto in uscita, a l rientro in pista con l’inglese che supera senza problemi il tedesco. Proprio il primo pit stop consente di spezzare anche il tentativo di Webber di creare un tappo tra Vettel e il resto del gruppo. Ad aiutare Webber ci pensa anche Felipe Massa.

E proprio Felipe Massa diventa, a mio parere, il vero protagonista della domenica coreana. Alonso gira su ottimi tempi ma per oltre mezza gara la Ferrari decide di non intervenire e ci vuole un ritardo al pit stop del brasiliano per permettere allo spagnolo di sbarazzarsi del brasiliano. Perché? È vero, Massa ha girato anche meglio di Alonso ma parliamo di piccole frazioni di gara. Una volta liberatosi di Massa l’asturiano ha cominciato a volare e guadagnare decimi su decimi su Jenson Button. Ma ormai la corsa era cominciata troppo tardi e ha fatto uno strano effetto sentire Fernando, a quattro giri dal termine, annunciare la resa. No, parliamo di una scelta strategica abbastanza ambigua. Alonso doveva avere strada libera molto prima.

Tornando alla gara è ancora una volta la safety car a rendere più interessanti le cose. Petrov e Schumacher si toccano ed escono (rischia grosso Alonso), detriti in pista e tutti i distacchi si annullano. Vettel resta al comando ma per il tedesco, complici le gomme, diventa difficile prendere vantaggio. A emozionare ci pensano così i soliti noti. Lewis Hamilton resiste agli attacchi di Webber, Alonso comincia una cavalcata da record su Button. Insomma, un finale che vede quattro piloti in tre secondi. Da vedere e rivedere il sorpasso e controsorpasso di Hamilton e Webber con l’australiano che alla fine si vede costretto alla resa. Nella battaglia coreana si inseriscono di gran forza le due Toro Rosso, a conferma dell’interessante crescita del team. Alguersuasi chiude al settimo posto, alle spalle di Massa. Buemi nono subito dietro l’unica Mercedes rimasta in pista, quella di Nico Rosberg, in crisi su gomme soft.

In Corea arriva quindi il decimo successo stagionale per Sebastian Vettel. Al tedesco il merito di mantenere comunque vivo uno splendido mondiale. Alla Red Bull (anche!) il titolo costruttori. Tutto meritato, tutto perfetto. Adesso non ci resta che goderci la lotta per il “secondo mondiale” con Button che porta a dieci i punti di vantaggio su Fernando Alonso. Tre le lunghezze tra Webber e lo spagnolo. È questo il mondiale forse più “vero”, sicuramente più esaltante.

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