La prova è un documento della Banca di Roma. Silvio garante del fido, 17 giorni prima delle elezioni 2001

Umberto Bossi e Silvio Berlusconi

Aveva ragione Gigi Moncalvo, ex direttore de “La Padania”. Forza Italia prestò nel 2001 due miliardi delle vecchie lire alla Lega nord.

L’indiscrezione ripresa con tanto di prova è stata pubblicata dal quotidiano “il Fatto Quotidiano” e stavolta l’ha confermata il capogruppo all’Europarlamento del Carroccio Francesco Speroni, ex ministro e presidente della prima delegazione leghista eletta a palazzo Madama.

“Come dimostra il titolo del documento, ovvero ‘linea di credito’, si tratta di un prestito presumo garantito dal contributo elettorale statale – ha spiegato Speroni – erogato a Forza Italia che ha girato alla Lega la quota parte corrispondente in considerazione del fatto che i due partiti si erano presentati in coalizione alle elezioni. Non ci sono né misteri né patti segreti, è semplicemente un’operazione contabile”.

Il 26 aprile 2001, diciassette giorni prima delle elezioni, la lega Nord dunque avrebbe ricevuto un finanziamento di 2 miliardi di lire da Forza Italia. Lo prova un documento relativo a un fido di 20,4 miliardi di lire concesso dalla Banca di Roma al partito di Silvio Berlusconi. Due miliardi sarebbero stato girati, secondo la ricostruzione del quotidiano, girati al partito di Umberto Bossi.

L’operazione – sempre a quanto scrive il Fatto – faceva capo alla filiale 70 di via del Corso di Roma. In un documento interno della banca pubblicato dal quotidiano si fa riferimento ai dettagli dell’operazione: «linea di credito di lit20/miliardi, di cui lit2/miliardi distaccati con M7C in favore della Lega Nord».

Con l’operazione varata dal «Comitato fidi» della banca e definitivamente attivata dall’organo competente della Banca di Roma (il comitato esecutivo all’epoca presieduto da Cesare Geronzi), l’istituto avrebbe così concesso l’apertura di credito a Forza Italia a fronte di due garanzie: una fidejussione personale di Silvio Berlusconi che si fa carico del rimborso del debito (in caso di mancato rimborso da parte di Forza Italia) e un impegno del partito a «canalizzare» presso la banca i rimborsi elettorali incassati nei mesi successivi.

La clausola M/C sta per «mandato di credito» e significa che il tesoriere del partito di Bossi o un suo delegato è autorizzato a farsi versare fino a due miliardi dei fido di 20,4 miliardi concesso a Forza Italia.

Ma, in definitiva, oltre quei 2 miliardi c’è la questione assai più scottante anche del marchio della Lega, che pare proprio sia stato comprato da Berlusconi…

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