Un documentario inedito sul mistero ancora irrisolto dei delitti più efferati della storia del crimine italiano

il mistero del mostro di Firenze

In occasione del “Festival Sugarpup” tenutosi a Padova nei giorni scorsi è stata proiettato in anteprima assoluta la nuova versione del documentario di Paolo Cochi “I delitti del Mostro di Firenze”.

Nel suo certosino lavoro di ricostruzione dei delitti del Mostro e dell’infinita storia giudiziaria che ne seguì, Cochi è riuscito a raccogliere una testimonianza inedita che potrebbe gettare una nuova luce su quello che è il caso maledetto per eccellenza della storia italiana.

“Da un punto di vista giuridico, abbiamo più colpevoli: i compagni di merende per gli ultimi quattro duplici omicidi e Pacciani, che però morì da innocente in attesa che si svolgesse il ricorso per la sentenza di assoluzione. I tre precedenti delitti non hanno trovato alcun autore.

Il primo delitto del 1968 sarebbe stato compiuto da Stefano Mele. Il paradosso è questo: un pentito di nome Lotti confessa gli ultimi quattro duplici omicidi in correità con Vanni e Pacciani, ma gli altri delitti, compiuti con la stessa pistola, lo stesso munizionamento, lo stesso “modus operandi” non sono stati attribuiti ai cosiddetti compagni di merende.. La mia deduzione è che li abbiano commessi tutti e otto loro oppure, com’ è più probabile, fossero estranei alla vicenda”.

“Senza ombra di dubbio questo personaggio era un individuo astuto e scaltro che si mimetizzava perfettamente nell’ambiente in cui viveva. Possedeva grandi capacità di esecuzione e freddezza, astuzia e forse qualcuno l’aiuto di qualcuno”.

“Non escudo altri colpi di scena. Visto che la storia va avanti dal 1968 e da allora fino ha riservato tantissimi colpi di scena, nuovi elementi potrebbero emergere. Qualcuno potrebbe finalmente raccontare le cose per come si sono svolte in realtà”.

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