Durante la guerriglia a Roma i veri manifestanti consegnano alcuni black bloc alle forze di polizia

scontri a Roma

“Fuori! Fuori!”. Urlano gli Indignati a Roma contro i teppisti e gli incappucciati. «No violenza». Dal corteo gremito di gente (in pace) si leva questo grido. I manifestanti attaccano le persone con i caschi, i cappucci (quelli che coprono il volto), con le mazze e le bandiera dei Carc. La parte pacifica della manifestazione intuisce subito che si tratta di gente che si prepara a devastare vetrine e magari a ingaggiare scontri con la polizia. «Vigliacchi! Sono buoni tutti con il viso coperto!», continua a urlare la folla. Gli incappucciati guardano per il momento attoniti e fermi.

Continua l’agitazione tra la parte pacifica del corteo e un gruppo di incappucciati con evidenti intenzioni di compiere devastazioni. Dopo aver urlato insulti («buffoni, fuori dal corteo!»), un gruppetto della folla ha ingaggiato discussioni con qualcuno degli incappucciati, sfociate in un parapiglia all’altezza di largo Visconti Venozza a Roma. Una parte del corteo ha seguito il gruppo dal volto coperto con l’intenzione di impedirgli di usare le mazze. Altri hanno attraversato piazza San Giovanni con le mani alzate gridando «no alla violenza» e «vergogna» mentre i violenti continuavano a lanciare oggetti contro i blindati delle forze ordine. I ragazzi si sono seduti a terra e hanno stazionato a una ventina di metri dai blindati della polizia.

È tanta l’indignazione tra i manifestanti della capitale per i saccheggi. Tanto che un gruppo ha fermato e consegnato alla polizia tre black bloc che si erano resi protagonisti di devastazioni su via Cavour. Circa 200 manifestanti del corteo degli Indignati si sono arroccati sotto la statua di San Francesco e hanno urlano «no violenza» all’indirizzo dei teppisti. Mentre continuano le cariche e l’uso degli idranti contro le frange violente, in molti applaudono quando i violenti vengono fermati con idranti. Confusione tra i manifestanti, che per un momento hanno creduto che la polizia stesse per caricarli su via Labicana. Fuga di decine di persone per vicoli, a partire da via Pietro Verri: ma a correre contro di loro erano degli incappucciati che avevano precedentemente attaccato la caserma.

«Indignato contro i black bloc». Sulle pagine di Facebook è tanta la rabbia dei giovani indignati per gli episodi di violenza scatenati durante la protesta degli incappucciati. «Se questi sono gli indignati italiani io ne ho schifo», si legge sul social network aggiornato da continui post. E ancora altri commenti: «La cosa giusta sarebbe denunciare chi ferisce la causa con la violenza gratuita».

Anche su Twitter e altri siti web i giovani condannano i violenti che durante la protesta hanno dato fuoco ad auto e blindati della polizia, preso a sassate forze dell’ordine e manifestanti, assaltato banche. «Avevano annunciato una manifestazione pacifica. Vergogna», «soltanto in’Italia non è possibile lottare con giustizia», incalzano dalle pagine di Twitter. C’è chi si chiede chi pagherà i danni causati alla città mentre si protesta per una crisi che coinvolge il Paese intero e i più sdegnati constatano che «oggi il movimento degli Indignados è finito».

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