Scontri fra Polizia e 500 “incappucciati” infiltratisi nel corteo: i manifestanti pacifici gridano “basta violenza”

Roma a ferro e fuoco

Scene di guerriglia urbana a Roma, dove le forze dell’ordine sono dovute intervenire con pesanti cariche contro gli incappucciati, una frangia violenta che si è mescolata ai manifestanti degli indignati. Un manifestante è rimasto gravemente ferito mentre appiccava fuoco ad un petardo e ha perso alcune dita di una mano: è stato trasportato all’Umberto I dove si cercherà di sistemare l’arto.

I circa 500 incappucciati hanno ripiegato oltre le mure di San Giovanni, all’imbocco con via Appia nuova e stanno cercando di riorganizzarsi. La polizia è attestata in via Vittorio Emanuele e sta continuando a lanciare lacrimogeni e fumogeni per tentare di isolare i black block. I manifestanti pacifici, intanto, a mani alzate in piazza San Giovanni stanno gridando ‘Basta violenza’, dissociandosi dalla frangia violenta che sta mettendo Roma a ferro e fuoco.

In precedenza gli incappucciati hanno dato fuoco a tre auto, hanno aggredito la troupe di Sky Tg24. Gli “incappucciati” sono stati criticati e fischiati e contestati dagli altri manifestanti. Un uomo è stato ferito in via Cavour: si tratta di un militante dei Cobas, di circa 60 anni, rimasto ferito mentre stava tentando di impedire ad altri manifestanti di lanciare bottiglie contro i vigili del fuoco che sono intervenuti per spegnere le auto date alle fiamme. L’uomo è rimasto ferito in modo non grave da una bottigliata al volto. Intanto, il corteo sta proseguendo e anche il gruppo degli “incappucciati” si è incamminato su via Labicana. Dalla coda del corteo è stato cacciato Marco Pannella, leader Radicale, che ha provato ad unirsi al corteo degli studenti che lo hanno però ‘respinto’ a causa del comportamento tenuto dai Radicali ieri durante il voto di fiducia al Governo.

Prima dell’inizio della manifestazione la polizia aveva arrestato quattro giovani anarco-insurrezionalisti, sull’auto gli agenti hanno trovato in auto avevano caschi, mephisto, maschere antigas, parastinchi, mazze da muratore da cinque chili, piedi di porco, biglie, piede di porco, 500 biglie di vetro, una fionda professionale.

Tantissime le bandiere e i movimenti presenti in piazza: dai no Tav ai no Ponte, dall’Arci ai movimenti per l’acqua come bene pubblico. Presenti anche gli studenti, i partiti, i Cobas, la Fiom, il Teatro Valle Occupato e tante, tante persone comuni. Alcuni dimostranti sono mascherati con l’immagine di Guy Fawkes, usata nel fumetto e nel film “V per Vendetta”, e hanno esposto un grandissimo manifesto. Con fumogeni hanno dato fuoco a una bandiera italiana.

Non solo Roma, da Madrid ad Atene, da New York a Tel Aviv, sono centinaia le mobilitazioni degli indignati previste oggi in Europa e nel resto del mondo (in 952 città di 82 Paesi), per protestare per “la distruzione dei diritti, dei beni comuni, del lavoro e della democrazia causata dalle politiche anticrisi, che difendono i profitti e la speculazione finanziaria”. Nella capitale inglese è sceso in piazza anche Julian Assange, fondatore di Wikileaks.

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