Cassazione dice “no” all’istanza di Sabrina per lo spostamento: non c’è incompatibilità ambientale

Sarah Scazzi

Il processo per l’omicidio di Sarah Scazzi si terrà a Taranto, sua sede naturale. La prima sezione penale della Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di rimessione del processo per incompatibilità ambientale avanzata dagli avvocati Franco Coppi e Nicola Marseglia, difensori di Sabrina Misseri.

I legali avevano motivato la richiesta di spostare la sede del processo con l’eccessiva pressione dei media che avrebbe influenzato le decisioni dei giudici. Ieri, nell’udienza in camera di consiglio, a Roma, anche la procura della Suprema Corte, rappresentata dal sostituto procuratore Gabriele Mazzotta, aveva appoggiato la richiesta di rimessione, con spostamento della sede a Potenza, per l’eccessiva «emotività ambientale» in grado di alterare l’acquisizione delle prove.

Il Pg aveva chiesto di trasferire l’inchiesta prendendo atto delle intimidazioni che ci sarebbero state nei confronti di persone coinvolte nel procedimento, del lancio di pietre durante l’arresto di Cosima Serrano e di intimidazioni nei confronti di Michele Misseri che si è dovuto anche chiudere in casa.

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