Escort, barzellette e spacconaggine: l’Italia affonda ma il Premier emula il capo dei Giudei. Farà la stessa fine?

Silvio Berlusconi

“Muoia Sansone con tutti i filistei”, si legge ora su alcuni blog a proposito del premier Silvio Berlusconi, che afferma: “non mollo”, ed i blog sottointendono: “il Paese perisca con me”.

La storia biblica (capitoli 13-16 del libro dei Giudici) di Sansone e i filistei é nota, ma vale la pena ricordarla anche perché ha molte similitudini con la situazione politica, sociale ed economica dell’Italia di oggi, ed in particolare con Berlusconi.

Sansone, un israelita, era un personaggio molto carismatico collocato in Giudea (una zona della Palestina) nell’era 1150-1050 a.C. “Palestina” é il termine latino per “filisteo”.

Come Berlusconi, Sansone era un premier (fu il capo dei Giudei per 20 anni), frequentava le escort (andava a visitarle a Gaza) ed aveva un debole per le donne in genere. Durante un incontro con una prostituta sfuggí per miracolo alla cattura da parte dei filistei, la popolazione di stirpe greca che aveva conquistato l’attuale striscia di Gaza. Gli israeliti, popolo discendente dai 12 figli di Giacobbe, restarono in balia dei filistei per quarant’anni.

All’epoca, le terre israelite attraversavano un periodo di declino sociale, politico ed economico, oltre a quello etico, morale e religioso – esattamente ció che sta attraversando oggi l’Italia – e furono stabilizzate con l’annessione all’Impero Romano (comparabile alla moderna Unione Europea).

Come Berlusconi, Sansone aveva bisogno dei capelli ed aveva timore di essere arrestato. Per meglio capire la somilgianza di Berlusconi a Sansone, basti leggere un racconto degli “Studi sull’antico testamento”: “Sansone era molto furbo…[ma i filistei avevano] capito che Sansone non era solo un debole sessualmente, ma anche un pó spaccone [e non aveva] praticamente nemici in grado di sconfiggerlo”.

La Bibbia non ci dice se a Sansone, come a Berlusconi, piacesse raccontare barzellette, ma é chiaro che ad entrambi i leader piaceva associarsi al divino.

Inoltre Sansone amava circondarsi di donne a cui dava enorme potere ma che spesso lo tradivano. Il suo incontro fatale fu con Dalilia, una escort che lo vendette ai filistei per 1.100 sicli d’argento. Infatti Sansone non fu sconfitto dai nemici – che nonostante la forza numerica, erano deboli – ma per colpa di un complotto all’interno di ció che Berlusconi avrebbe chiamato “Forza Gnocca”.

Catturato, accecato ed imprigionato Sansone divenne fonte di divertimento alle feste pubbliche dei filistei. Fu proprio durante una di queste feste che, riacquistata la sua forza (proveniente dai capelli che Dalilia gli aveva fatto tagliare), si vendicó demolendo le colonne portanti della struttura in cui, giocando come un buffone, avrebbe dovuto far divertire i filistei.

Sotto le macerie perirono 3.000 filistei, compreso lo stesso Sansone che prima di morire urló la famosa frase, “Muoia Sansone con tutti i filistei”.

Tornando ai nostri tempi, vediamo un’Italia avvilita, sull’orlo del disastro economico (il rapporto debito-Pil é del 119%) equiparato a quello greco (143%, dati: Eurostat).

Un paese diviso che l’“International Herald Tribune” (del “The New York Times”) chiama “Repubblica delle Banane” e con ben cinque membri della maggioranza governativa accusati di associazione a varie mafie e quattro indagati per corruzione.

Un parlamento con 84 membri (49 del Pdl) sotto inchiesta giudiziaria. Un Paese dove la criminalitá organizzata detta legge, con un tasso di crescita (Pil) di soli 1,1% e disoccupazione che sfiora il 9% (27,9% per i giovani, dati: Ocse). Vediamo un’Italia con una leadership senza etica né morale; un’evasione fiscale che sottrae allo stato 115 miliardi di euro l’anno ed una corruzione (aumentata del 30% nel 2010 rispetto al 2009, dati: Corte dei Conti) che tocca tutti i settori, calcio incluso.

Un Paese il cui servizio radio-Tv statale é diventato governativo e con buona parte della stampa filo-governativa, il cui potere viene da una maggioranza (a detta di “laRepubblica”) retta grazie a varie “campagne acquisti” da parte di Berlusconi. Un’Italia la cui leadership viene derisa in tutto il mondo. Insomma, un Paese che ha toccato il fondo e che Berlusconi vuol far perire assieme a lui: una specie di “Muoia Berlusconi con tutti gli italiani”.

Comunque, la parte piú triste di questa storia bibilica aggiornata é che l’Italia non sembra, per ora, offrire una leadership al di sopra del “fondo”.

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