L’America sarebbe pronta a prendere in considerazione l’ipotesi di un ricorso alle armi in caso di attentati

soldati americani

“Sul tavolo ci sono tutte le opzioni, e non si può escludere neanche una risposta militare”. Il riferimento, nelle parole del presidente della Commissione parlamentare sulla Sicurezza interna degli Usa, è all’Iran, da cui arriva un allerta attentati.

Le parole del presidente Peter King sono davvero clamorose e sono state citate dalla Cnn, mentre le tv americane si chiedono se considerare lo sventato complotto da parte dell’Iran come un atto di guerra.

Gli Stati Uniti accusano l’Iran di aver sostenuto il progetto di uccidere l’ambasciatore saudita a Washington, e stanno discutendo con l’Arabia Saudita e altri alleati la possibilità di portare la questione al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, come riferito oggi da un diplomatico occidentale.

“Gli Usa, l’Arabia Saudita e altri alleati stanno discutendo la possibilità di portare la questione al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, perché si tratta di un attacco ad un diplomatico straniero negli Stati Uniti”, ha detto il diplomatico, il quale ha aggiunto che colloqui formali cominceranno oggi ma non ha chiarito se qualcuno proporrà una risoluzione, delle sanzioni o qualche altra forma di azione.

L’Iran ha respinto sdegnosamente le accuse, ma le autorità statunitensi sostengono di avere sventato il piano di due uomini legati alle agenzie di sicurezza iraniane di assassinare l’ambasciatore saudita Adel al-Jubeir.

Uno degli uomini è stato arrestato il mese scorso mentre l’altro si troverebbe in Iran.

Secondo un ex capo dei servizi segreti sauditi le prove del coinvolgimento iraniano sono schiaccianti. “Il peso delle prove è schiacciante… e indica chiaramente la responsabilità ufficiale iraniana… Qualcuno in Iran dovrà pagare il prezzo”, ha detto da Londra il principe saudita Turki al-Faisal.

Il presidente Barack Obama ha parlato del piano come di una “palese violazione del diritto Usa e internazionale”, e l’Arabia Saudita l’ha definito “detestabile”.

Per gli Stati Uniti, Teheran deve risponderne e il segretario di Stato Usa Hillary Clinton, in un’intervista a Reuters, ha espresso la speranza che i Paesi che hanno esitato a dare attuazione alle sanzioni esistenti contro l’Iran ora agiscano.

Il vicepresidente Usa Joe Biden ha detto che l’Iran sarà ritenuto responsabile del presunto complotto e che l’amministrazione Obama sta lavorando per avere l’appoggio dell’opinione pubblica mondiale su una possibile risposta da parte degli Stati Uniti.

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