Quirinale: “sul futuro del governo decida Berlusconi”. Opposizioni usciranno dall’aula quando parlerà il Premier

clima rovente a Montecitorio

Tocca “al presidente del Consiglio indicare alla Camera la soluzione”. Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al termine dell’incontro al Quirinale con Gianfranco Fini. Napolitano ha ringraziato il presidente della Camera “per averlo messo al corrente delle ragioni che ad avviso dei presidenti dei gruppi parlamentari di opposizione rendono politicamente complesso il superamento della situazione determinatasi a seguito del voto contrario al Rendiconto”.

“Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha ricevuto il Presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini,- si legge nella nota del Quirinale – che ha ringraziato per averlo messo al corrente delle ragioni che ad avviso dei presidenti dei gruppi parlamentari di opposizione rendono politicamente complesso il superamento della situazione determinatasi a seguito del voto contrario all’art. 1 del rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato. Il Capo dello Stato ha espresso la convinzione che tocchi al Presidente del Consiglio indicare alla Camera nell’annunciato intervento di domani la soluzione che possa correttamente condurre alla dovuta approvazione da parte del Parlamento del rendiconto e dell’assestamento. Sulla sostenibilità di tale soluzione sono competenti a pronunciarsi le Camere e i loro Presidenti”, si conclude nella nota.

Le opposizioni si accordano: “Via dall’Aula quando parla Berlusconi”
I gruppi di opposizione della Camera non saranno presenti in Aula giovedì quando ci saranno le comunicazioni del presidente del Consiglio e, secondo quanto si è appreso, non parteciperanno al dibattito, ma venerdì saranno presenti al momento del voto di fiducia per esprimere il loro no. Sarebbe questa la decisione comune assunta durante la riunione dei capigruppo di Pd, Udc, Fli, Api e Idv. “I gruppi parlamentari di opposizione non saranno presenti in Aula durante le comunicazioni del presidente del Consiglio e non parteciperanno al successivo dibattito per non essere complici di una situazione che è ormai intollerabile”, annunciano i gruppi di Pd, Idv Liberal Democratici e Terzo Polo. “Il rispetto per le istituzioni repubblicane e per il Parlamento ci impone di votare la sfiducia al governo rispondendo alla chiama di venerdì mattina”, precisano tuttavia i gruppi di opposizione.

Il presidente della Camera: situazione di impasse
Fini aveva spiegato in Aula che non era possibile procedere a Montecitorio con un dibattito parlamentare, e con la successiva fiducia, su un provvedimento, il Rendiconto generale dello Stato, bocciato proprio dall’Aula.

Immediata la reazione della maggioranza, Lega Nord su tutte. “L’aver impedito al governo di poter rendere le comunicazioni alla Camera dei Deputati in data odierna, come richiesto dal Ministro per i Rapporti con il Parlamento, e l’averle rinviate a domani, per poter intanto riferire al Presidente della Repubblica, rappresenta un vero e proprio schiaffo alla democrazia”, ha polemicamente affermato Roberto Calderoli.

Il Consiglio dei ministri esaminerà giovedì il nuovo ddl sul rendiconto generale dello Stato insieme alla legge di bilancio. Sarebbe questa, secondo quanto si apprende, la strada scelta dopo la decisione della giunta per il regolamento della Camera di oggi. Nella stessa riunione il governo sarà autorizzato inoltre a porre la fiducia sulle dichiarazioni che Silvio Berlusconi farà in Aula.

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