Produzione Usa low budget sull’eccidio in Norvegia: dura reazione dei familiari delle vittime e della stampa

una scena del film

Non sono trascorsi nemmeno tre mesi dalla tragedia di Utoya che il 22 luglio 2011 ha scosso la Norvegia e il mondo intero.

La ferita non si è ancora rimarginata e già è in lavorazione un film. Una pellicola che vuole raccontare il giorno della strage, quando al campo estivo dei laburisti Anders Behring Breivik sparò per un’ora, prima di essere fermato, facendo 69 vittime.

I familiari e i membri del movimento giovanile del Partito Laburista (AUF), si sono rivolti ora alla polizia chiedendo di fermare il trailer sulla Rete, un minuto e dieci secondi di film pubblicati su YouTube già due settimane fa. Tuttavia, riferiscono gli organi d’informazione del Paese, dal portale video di Google sarebbe arrivata una risposta negativa in quanto la clip «non vìola nessuna norma del sito web».

Negli Stati Uniti viene, dunque, prodotto un lungometraggio sulla strage di Utøya. Il breve trailer del film è stato pubblicato in Rete e subito ha provocato forti polemiche e violente reazioni dei familiari delle vittime e della stampa norvegese. Ma il produttore dice: «lo faccio solo per compassione».

Il video, diffuso dalla casa di produzione Versace Entertainment, porta il titolo «Utøya Island» e nella prima scena mostra un gruppo di giovani che si avvicina all’isola a bordo di una barca. In sottofondo si sentono degli spari prima di assistere alla fuga terrorizzata dei giovani. Il 32enne regista, tale Vitaliy Versace, è di origine russa.

E come si evince dal portale sul cinema Imdb, il suo ultimo film è stato «The Last Vampire on Earth», non propriamente una pellicola che ha sbancato i box office. Anzi, il film – un mix tra commedia romantica, horror e fantascienza – pare essere più un progetto realizzato a basso costo. Anche le poche sequenze pubblicate online del suo nuovo lavoro non sembrano convincere del tutto il cinefilo più esperto. In ogni caso, se l’intento era quello di farsi un po’ di pubblicità gratuita (come sostengono in molti), Vitaliy Versace c’è senz’altro riuscito.

 

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