Dopo la scarcerazione dei due principali sospettati adesso torna d’attualità la pista del giovane biondino

Meredith Kercher

Amanda Knox è tornata negli Stati Uniti, accolta come una star. Raffaele Sollecito è invece in Puglia, dove ha passato anche un po’ di tempo sulla spiaggia, come desiderava. L’unica persona rimasta in carcere per l’uccisione di Meredith Kercher, avvenuto a Perugia l’1 novembre 2007, è dunque Rudy Guede, che sta scontando una condanna definitiva a 16 anni per «omicidio in concorso». Ma in concorso con chi? Se davvero, come ha stabilito la Corte d’Assise d’Appello di Perugia, Amanda e Raffaele non c’entrano col delitto, per scoprire i veri colpevoli bisognerà ricominciare tutto daccapo. Da quello che accadde a Perugia quattro anni fa.

E quel giorno, a quanto pare, alle 7 del mattino un giovane biondo, con un cappellino bianco e una giacca Napapijri, si stava lavando le mani sporche di sangue alla fontana di piazza Grimana, poco distante dalla casetta di Meredith Kercher, urlando: «L’ho ammazzata». Dopo poche ore la città venne sconvolta dalla scoperta dell’omicidio. Ma quel giovane, C.P., non è mai entrato nell’inchiesta. «Eppure era vestito come il biondino descritto da Rudy Guede nel primo interrogatorio, quando ammise la sua presenza sul luogo del delitto. All’inizio Guede non fece i nomi di Raffaele e Amanda», racconta oggi l’avvocato Luca Maori, difensore di Sollecito, che aggiunge: «I pm perugini non hanno voluto seguire piste alternative e non hanno creduto a Mario Alessi».

Mario Alessi è il muratore che, il 2 marzo 2006, rapì e uccise il piccolo Tommaso Onofri. Ha condiviso un periodo in carcere con Rudy Guede. «Rudy gli confidò che a uccidere Meredith era stato un suo amico. Alessi ha raccontato l’episodio ai giudici, ma non è stato creduto, anche se il suo racconto era suffragato da prove: le tracce di sperma trovate sul cuscino della vittima e mai esaminate. Oggi noi non sappiamo di chi era quello sperma. E nemmeno se il biondino c’entrava col delitto».

È vero, però, che Rudy ha smentito Alessi. «Non gli ho confidato niente», ha detto nell’udienza del 26 giugno scorso, dove, per la prima volta, ha accusato guardandoli in faccia Amanda e Raffaele. Ma Rudy ha detto la verità? No, secondo il presidente della Corte d’Assise d’appello Pratillo Hellmann, che dice: «Solo lui sa che cosa è successo. Finché non parlerà, il delitto resterà insoluto».

La famiglia di Meredith, però, non riesce a darsi pace. «Se non sono stati Raffaele e Amanda, allora chi ha ucciso mia figlia?», chiede John Kercher. Il papà della studentessa inglese è «indignato per come i media hanno trattato la vicenda. Amanda è stata trasformata in una star», denuncia. Poi va a far visita a sua figlia nel cimitero di Croydon, in attesa di giustizia.

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