Come Vieri, l’ex arbitro pretende un risarcimento per i pedinamenti e il dossieraggio della security Telecom

Massimo De Santis

Il caso di Christian Vieri evidentemente ha fatto giurisprudenza. La richiesta di risarcimento shock da 21 milioni di euro avanzata dall’ex centravanti dell’Inter al patron Massimo Moratti, in merito alla vicenda dei pedinamenti da parte della security della Telecom di Marco Tronchetti Provera, vice-presidente nerazzurro, non è rimasta fine a se stessa.

Stavolta è il turno dell’ex arbitro romano Massimo De Santis, coinvolto come imputato nel processo di Calciopoli. Accusato di fare parte della cricca di fischietti al servizio dell’ex dg della Juventus Luciano Moggi, De Santis si è sempre difeso respingendo qualsiasi accusa e ora passa al contrattacco. Assisito dall’avvocato Paolo Gallinelli, ha preso ispirazione dalla vicenda di Vieri e ha avanzato nei confronti dell’Inter analoga richiesta risarcitoria.

Dunque 21 milioni di euro per: a) illecita raccolta dei dati personali (attraverso controlli non ufficiali su conti correnti bancari, dichiarazioni dei redditi); b) elevato numero di soggetti che hanno eseguito la gamma di attività illecite; c) la diffusione a carattere nazionale dell’esistenza del dossier a carico del direttore di gara di Tivoli. Il dossier a cui si fa riferimento fa parte dell’inchiesta segreta che i vertici dirigenziali interisti (con in testa l’ex presidente Giacinto Facchetti) misero in piedi avvalendosi della competenza del team della Sicurezza interna della Telecom diretta allora da Giuliano Tavaroli. Il quale, nell’ambito di un’indagine ben più vasta e importante della Procura di Milano, confessò davanti ai magistrati che la sua rete di contatti con ex colleghi della Polizia e servizo segreti deviati si era attivata anche per controllare i movimenti di quei personaggi che, a detta di Moratti e dei suoi collaboratori, operavano in modo poco limpido nel mondo del calcio (Moggi, Giraudo, De Santis). Pedinamenti, intercettazioni telefoniche e ambientali, controlli incociati di dati personali non autorizzati e che avrebbero dovuto rimanere nell’ombra.

Avvalendosi della sentenza emessa lo scorso 28 maggio 2010 dal Gup Mariolina Panasiti a conclusione del rito abbreviato, il legale di Massimo De Santis ha presentato ricorso al Tribunale Civile di Milano per avanzare nei confronti dell’Inter una richiesta di danni derivanti dall’attività non regolare di spionaggio e dossieraggio all’indirizzo del suo assistito. La cifra di 21 milioni non è quella pretesa dalla parte offesa, ma è frutto della valutazione di una situazione simile come quella rappresentata da Bobo Vieri.

La mossa dell’avvocato Gallinelli arriva dopo che una lettera inviata presso la sede della società nerazzurra non ha ricevuto risposta. Ora il Tribunale ha 60 giorni di tempo per convocare le parti e tentare una conciliazione; se non si arrivasse a un accordo, sarebbe automatico fissare una data per la prima udienza. “Si tratta – ha detto il legale a proposito del ricorso per risarcimento danni – innanzitutto di una questione di principio, al fine di dissipare l’alone di sospetti intorno all’ex arbitro coinvolto nella vicenda Calciopoli”.

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