E’ rimasto latitante 43 anni: sulla sua cattura resta l’ombra di protezioni e complicità di pezzi dello Stato

Bernardo Provenzano

Il sottile confine tra Stato e Antistato non è mai stato così poco distinguibile come nella vicenda della latitanza del Boss di Corleone Bernardo Provenzano. A chi è servito mantenere in vita per 40 e più anni il “fantasma Provenzano”?

Chi ha usato chi? La mafia allo stato o lo stato alla mafia? Davvero i “viddrani” di corleone hanno tenuto e tutt’ora tengono sotto scacco la repubblica italiana?

E con l’appoggio di chi? Forse con l’appoggio dei servizi segreti americani? Forse con la complicità di uomini dei servizi segreti italiani deviati, massoni, membri dell’OpusDei, Chiesa, e traditori delle istituzioni e della patria?

Coincidenze su coincidenze che in questa vicenda non smettono di susseguirsi.

Cosa dire poi del tempismo singolarissimo circa il suo arresto. Mentre le prime pagine dei mezzi di informazione rilanciavano i commenti dei politici e veniva annunciata la vittoria alle elezioni di Romano Prodi, proprio in quel giorno – che coincidenza – si è materializzato il fantasma di Corleone, che con il suo arresto, dopo mezzo secolo di indagini, ha catalizzato l’attenzione dell’opinione pubblica….. Quale copione si cela dietro questi fatti?

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