Al Forum Danilo Gallinari segna 12 punti in 12 minuti e decide il derby. Vincono anche Siena, Cantù, Bologna. Riparte il campionato di basket e, mentre Bologna aspetta Kobe Bryant, nel derby è subito impressionante l’esordio dell’Armani Milano, che tra le mura amiche schianta Varese.

Milano ha lasciato che fosse Varese a scaldare il teatro nel primo atto, prima di mandare in scena, in avvio del secondo, la tempesta perfetta, con un parziale di 14-0 in 2’09” che la portava avanti 58-40 sull’onda di una sensazione di forza totale e pieno controllo del campo.

Milano ha finalmente un giocatore capo, Omar Cook, playmaker che in regia tiene squadra e gioco sempre sottobraccio, ma che sa anche trovare il canestro quando e come vuole. Dalla sua bacchetta e dallo spartito di don Sergio Scariolo al proscenio è andato un coro di armonia e forza, dove ognuno a turno ha trovato il momento del canto solista (Mancinelli 10, Hairston 12, Gallinari 12 in 12′, Fotsis 10, Cook 11, Nicholas 16).

Impeccabile la prima del torneo. Impreziosita dall’esordio del Gallo, tutto umiltà e talento. All’inizio Varese ha anche provato a mettere Milano sulla passerella di fuoco, quello di fila di Yakhouba Diawarà, parigino cresciuto all’Università cristiana di Pepperdine a Malibù, che ha la visione di 11 punti consecutivi, lasciando di sale Milano (2-13). Che non si scioglie, perché Scariolo inizia l’impasto dei suoi ingredienti più pregiati. L’ingresso di Malik Hairston, scompagina ogni logica e rapporto di forza, perché la Cimberio può opporgli soltanto piccoli fanti come Rannikko o Reati, appena prelevato da Treviglio in B1. Si incomincia a squarciare il sipario iniziale che solo per poco ha nascosto i reali rapporti di forza.

Si intuisce che Milano in campo aperto potrà travolgere qualsiasi linea di resistenza. Ma Varese resiste ancora, per tutto il primo tempo (44-40) seguendo il canto ammaliante della sirena Diawarà (primo tempo esaltante, con 21 punti, 2/2 da 2, 5/6 da 3). Ma Diawarà è solo, mentre a Milano è tornato Gallinari, l’uomo giusto per mettergli il bavaglio. Perfetta la gestione etica del Gallo, doveva aggiungere qualcosa senza nulla togliere alla squadra. Così è stato.

Lui che entra nel boato del Forum a 4′ dalla fine del primo tempo e in quello spazio temporale ristretto scatena tutto il suo talento, con 7 punti consecutivi, produttivi per Milano del primo pareggio (17-17) e sorpasso (19-17). Prima dello straripamento. Milano è un’onda lunga. L’89-75 finale non lascia spazio a recriminazioni. Questo l’avviso ai naviganti.

Nella prima giornata della A1 esordio con vittoria della Montepaschi Siena a Teramo (75-67) nell’anticipo del sabato. Cantù, finalista della scorsa stagione, ha dominato sul campo di Cremona imponendosi 70-62 grazie anche ai 15 punti di Leunen.

Le partite più emozionanti però si sono giocate a Caserta e Bologna. La Pepsi ha la meglio sulla Benetton Treviso (85-84) solo con una tripla allo scadere mentre per la Canadian c’è voluto un tempo supplementare per abbattere la resistenza della Virtus Roma (93-91).

Kobe Bryant non c’e’ e ogni giorno che passa al suo arrivo credono sempre in meno. Bologna, però, sorride lo stesso, prendendosi i primi due punti della stagione in una lunga volata contro una coraggiosa Virtus Roma, sprecona però nei momenti chiave.

Negli altri match vittoria facile per Biella contro Pesaro (76-65) e Sassari contro Casale (78-58), mentre Montegranaro – che sogna sempre Bargnani – ha avuto la meglio su Avellino (85-76).

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