Il conduttore in onda dal 3 novembre con “Comizi d’amore”: dopo Telecapri ecco l’accordo da Murdoch

Michele Santoro

«Questo è l’ultimo tentativo che facciamo per vendere le nostre notizie con il carrettino: la faremo noi la piazza, accendendo le nostre telecamere. Ieri ad esempio abbiamo aperto un sito internet ed abbiamo fatto 90mila utenti unici con una permanenza media di tre minuti». Lo ha detto oggi Michele Santoro, parlando a Padova, in occasione della Fiera delle Parole, del sito Serviziopubblico.it e del suo nuovo programma che partirà il 3 novembre «ovunque sarà possibile».

«La prima puntata la facciamo il 3 novembre a Cinecittà, nel cuore di quella che è l’industria più importante di Roma, e andremo in onda anche su Sky sul canale 504 (Sky Tg24 Eventi, ndr) che già aveva ospitato Rai per una notte – dice Santoro, confermando che la trasmissione si chiamerà “Comizi d’amore” – Poi, per chi non ha Sky, c’è sempre internet e la rete delle tv di digitale terrestre: più siamo, più avremo la possibilità di portare a termine questa impresa di serie A».

«Abbiamo deciso di fare un sito televisivo, ed abbiamo una prima esclusiva – racconta Santoro – Su Facebook perché ci sono delle novità in atto: abbiamo già 30mila iscritti e 8mila hanno già versato i loro 10 euro». Santoro si dice convinto «che se questa impresa riuscirà non si potrà non parlarne. Già se guardate il Corriere.it la nostra è la notizia più letta – sottolinea – sul cartaceo non ce n’è traccia. Lo stesso avviene con Repubblica che ha fatto 42mila visualizzazioni del video da quando lo ha messo online. Eppure se leggete Repubblica cartaceo non vedete nessun riferimento. Lo stesso avviene con l’Unità. Non fa piacere che la maggiore forza di opposizione del Paese abbia questo tipo di disattenzione: c’è sempre la voglia dell’opposizione di controllare l’informazione e le dinamiche popolari, ma possono scordarsi che noi torniamo indietro dal principio dell’autonomia giornalistica».

Per Santoro «il giornale lo deve fare il direttore, l’editore di turno non può pensare di influire su editoriali o notizie. Il costo di una nostra puntata è di 250mila euro, noi vogliamo avere i nostri tifosi alle spalle. I dieci euro sono una forma di azionariato popolare, verranno conferiti ad una associazione che sarà socia della società che produrrà le puntate. Chi ci darà i dieci euro deve mettere da parte la ricevuta perché verranno dati più servizi di quelli che corrispondono alla cifra versata».

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