L’ex televenditrice è in semilibertà, ha risarcito tutti e ora lavora come barista vicino la stazione di Milano

Vanna Marchi

Il bar ristorante «La Malmaison» si trova a due passi dalla Stazione Centrale di Milano. Da ieri ha una nuova barista: Vanna Marchi. L’ex regina delle televendite è in semilibertà e dalle 9 e mezza alle 22 lavora al bar di via Napo Torriani, di proprietà del fidanzato della figlia, Antonio Lacerenza, 40 anni. «Mi dispiace ma non posso parlare, sia gentile, non mi metta in difficoltà», ha detto ai cronisti.

E’ arrivata accompagnata dall’avvocato Liborio Cataliotti e ha passato tutta la giornata voltata di spalle tra il computer portatile e il cellulare. Aveva un abito bianco e i capelli corti, rossi, come sempre. Ha già scontato due degli 11 anni e mezzo di carcere a cui è stata condannata per bancarotta fraudolenta, truffa aggravata e associazione per delinquere. Non ha un soldo. Ha risarcito tutte le parti offese e, ora, ricomincia da capo.

Nella discrezione dei camerieri e dei clienti del locale è l’avvocato Catalotti a scambiare qualche battuta con i giornalisti: «E’ un lavoro che le piace molto. Vanna fa un po’ di tutto: sta dietro il banco, gestisce la sala e prepara i dolci che, vi assicuro, le vengono benissimo. E lavora alla cassa». «In carcere ha imparato a dipingere, vincendo pure un premio» aggiunge l’avvocato. Alcuni sono esposti al bar «La Malmaison».

Ha ottenuto la semilibertà perché ha già scontato la metà della pena, spiega. Due anni e mezzo di carcere e uno di arresti domiciliari. Dalla pena sono stati sottratti tre anni di indulto e 270 giorni di anticipata liberazione per la buona condotta. «Eh sì, perché Vanna in cella si è comportata bene».

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