A fine ottobre potrebbe impattare contro il pianeta “X Rosat”, ritenuto più minaccioso dell’innocuo “Uars”

X Rosat

Non sono ancora stati ritrovati i frammenti del satellite UARS, caduto qualche giorno fa nelle foreste canadesi fortunatamente senza far danni, che già un nuovo potenziale pericolo si profila all’orizzonte, o meglio sopra le nostre teste.

Si chiama X ROSAT ed è un satellite orbitante per la rilevazione dei raggi xcostruito dall’agenzia spaziale tedesca DLR e lanciato in orbita dalla NSA nel 1990.

Più piccolo di UARS, pesa comunque quasi 2 tonnellate e mezza. (Guarda una simulazione video del rientro di UARS)

La brutta notizia è che mentre UARS aveva una probabilità di su 3.200 di provocare danni a cose o persone, X ROSAT ne ha una su 2.000. L’aumento del rischio è dovuto alle caratteristiche strutturali del telescopio per raggi X e degli schermi che lo hanno protetto dal calore.

Secondo le stime del DLR, fino a 30 frammenti, per una massa totale di 1,6 tonnellate, potrebbero raggiungere la superficie terrestre
A preoccupare gli esperti è il sistema di rilevazione dei raggi X, realizzato con pesanti specchi un telatio di fibra di carbonio. (Le meraviglie del mondo viste dal satellite)

Disattivato nel 1999, il satellite non dispone di alcun sistema di propulsione che permetta un suo rientro controllato. La sua orbita si sta abbassando sempre di più, ma al momento è difficile anche solo ipotizzare quando e dove cadrà: il suo arrivo è previsto per la fine di ottobre.

Questa indeterminazione è dovuta, in particolare, alle fluttuazioni dell’attività solare che fa variare l’estensione dell’atmosfera terrestre ed il conseguente attrito, e la forma irregolare del satellite, che influenza fortemente la sua traiettoria a seconda della geometria che assume durante le ultime fasi del rientro.

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