Al “Pta” di Giarre lavori di informatizzazione affidati senza alcun appalto alla società di Melchiorre Fidelbo 

Anna Finocchiaro

Un’ansa delle scorse ore potrebbe riaprire la cosiddetta “questione morale” all’interno del partito democratico. E’ finito sotto i riflettori della giustizia italiana Melchiorre Fidelbo (ma chi è, verrebbe da dire), niente poco di meno che il marito della presidente dei senatori dem Anna Finocchiaro.

Fatti del marito, tuoneranno i garantisti d’area. Macché, vediamo cosa dirà la moralista-giustizialista senatrice Finocchiaro, si domanderà l’altra metà dell’emiciclo.

Ma torniamo all’ansa, che recita così:”La Procura di Catania ha chiuso le indagini dell’inchiesta sulla procedura amministrativa che aveva portato all’affidamento senza gara dell’appalto per l’informatizzazione del Presidio territoriale di assistenza (Pta) di Giarre assegnato alla Solsamb srl, società guidata da Melchiorre Fidelbo, marito del presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro. Sono complessivamente quattro le persone indagate per abuso d’ufficio. Oltre a Fidelbo ci sono anche dirigenti dell’Azienda sanitaria provinciale di Catania”.

Ma è il caso di fare un passo indietro per capire cosa è successo.

Il 2 gennaio scorso Antonio Condorelli de il Fatto Quotidiano scriveva:”[…] nel luglio del 2007 vengono pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale le linee guida ministeriali per i progetti del Piano Sanitario Nazionale benedetto dall’allora Ministro Livia Turco. Un mese dopo, il consorzio Sanità Digitale presenta il progetto per la Casa della Salute di Giarre, dal costo di € 1,2mln. Al suo interno ci sono, con quote del 5%, il dipartimento di Anatonomia dell’Università di Catania guidato dal prof. Salvatore Sciacca, l’Azienda Sanitaria 3 di Catania guidata ai tempi dal manager Mpa Antonio Scavone; la Tnet Srl con il 40% e la Solsamb Srl amministrata dal marito di Anna Finocchiaro che detiene il 50%. Caduto il governatore siciliano Totò Cuffaro, però scatta la rivoluzione sanitaria del suo successore Raffaele Lombardo. In Sicilia non servono “Case della Salute” ma “Presidi Territoriali di Assistenza”.

Carte alla mano è necessaria una rimodulazione. E i costi lievitano: […], con un incremento, scrivono gli ispettori della Regione, del 17% rispetto al progetto del 2007″. Ma il passaggio clou della vicenda è adesso: quando “il consiglio di amministrazione del consorzio Sanità Digitale stabilisce che tutti i proventi saranno attribuiti alla Solsamb Srl del marito di Anna Finocchiaro”. E “piccolo particolare: nessuna gara pubblica è stata bandita”. “Il 30 luglio 2010 l’Azienda sanitaria 3 guidata dal manager Giuseppe Calaciura, militante dell’Mpa di Raffaele Lombardo, sigla la convenzione con la Solsamb”.

Il 21 settembre del 2010 il Pd siciliano entra in giunta regionale, nasce il cosiddetto Lombardo-quater, e alcuni “tecnici” caldeggiati dai dem diventano assessori regionali. E clamorosamente la senatrice Anna Finocchiaro, che nel 2008 era stata avversaria di Raffaele Lombardo per lo scranno più alto di Palazzo D’Orleans, cambia idea sul sostegno al governatore e sulla grosse koalition siciliana. Un indizio? Forse. Ma è il 15 novembre del 2010, “per inaugurare il presidio sanitario” di Giarre, che si consuma il parodosso politico-economico-siciliano: “si ritrovano insieme due mondi storicamente distanti”, e una foto fu galeotta. Melchiorre Fidelbo, marito della Finocchiaro e amministratore della Solsamb Srl, Giuseppe Calaciura che ha siglato l’accordo, Teresa Sodano, sindaco di Giarre “pupillo di Raffaele Lombardo”, Massimo Russo, assessore alla Sanità, Anna Finocchiaro e Livia Turco, “ideatrice della Casa della Salute”, immortalati sulla stessa immagine. _Un secondo indizio? Forse.

Secondo la relazione depositata dagli ispettori regionali inviati dall’Assessore Sanità Massimo Russo, l’affare avrebbe “violato il Codice degli Appalti” trattandosi di importi di rilevanza comunitaria e “non rientra nei casi di esclusione “.

E ancora:”Sulla base della documentazione acquisita e delle analisi svolte, con riguardo anche agli atti assessoriali propedeutici al procedimento autorizzativo, si ritiene che il provvedimento di affidamento ai privati dell’organizzazione ed informatizzazione del PTA, da parte dell’Asp di Catania, evidenzi profili di illegittimità, come sopra esposti”. Così è andata la vicenda. Oggi la Procura di Catania ha chiuso le indagini preliminari. Adesso ci aspettiamo che il partito della “questione morale” batta un colpo. Tutto qua.

Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/blogs/laboratorio-sicilia/il-marito-della-finocchiaro-indagato-abuso-d-ufficio-il-pd-che-dice#ixzz1a6gyboRz

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