Denuncia del presidente Falzea contro il predecessore Montalto: ammanco di 30mila euro. Procura indaga

Procura indaga su ammanchi all'ordine

C’è tutto nero su bianco. Una denuncia di tre pagine firmata dal presidente dell’Ordine degli architetti Giuseppe Falzea presentata in Procura sul “bubbone economico ” che in queste settimane fa discutere tutti i professionisti del settore.

E adesso – scrive la Gazzetta del Sud – pare che proprio la Procura, dopo aver acquisito al denuncia, si stia interessando concretamente all’ammanco di trentamila euro dalle casse dell’Ordine degli architetti che è addebitabile all’ex presidente Gaetano Montalto, somma che il professionista si è impegnato comunque a restituire nella riunione consiliare del 27 giugno scorso.

Nella denuncia depositata dall’architetto Falzea c’è spiegata tutta la storia, per esempio che l’arch. Montalto durante la sua presidenza, tra l’ottobre del 2009 e il novembre del 2010 «… ha effettuato numerose trasferte.

Le relative spese sono state affrontate, per una parte, utilizzando la carta di credito intestata all’Ordine degli Architetti, di cui l’arch. Montalto aveva la disponibilità in ragione delle sue funzioni. Per un’altra parte sono state anticipate dall’interessato e successivamente rimborsate direttamente dal personale di segreteria, senza tuttavia seguire il procedimento dettato dall’art. 40 del R.D. n. 2537/1925».

E in un altro passaggio della denuncia il presidente Falzea spiega che «… l’arch. Montalto ha approvato il verbale della seduta del Consiglio del 9 maggio 2011, nel corso del quale il disavanzo imputabile alle condotte in esame è stato quantificato in euro 30.126,186».

Scrive sempre il presidente Falzea nella denuncia che «… a prescindere da qualsiasi valutazione in merito alla fondatezza dei rilievi mossi, è certo che l’operato dell’arch. Montalto è stato qualificato come indicatore di “un quadro preoccupante” in riferimento alle spese dallo stesso sostenute per missioni durante il 2010». Tra le argomentazioni il presidente Falzea sottolinea ai magistrati che per un verso le spese sono «… di gran lunga superiori rispetto a quelle previste nel bilancio preventivo, approvato dall’assemblea, senza che mai il consiglio abbia discusso e men che mai approvato alcuna variazione di bilancio», e per altro verso «… una rilevante parte delle somme dell’Ordine utilizzate da Montalto non potevano essere rimborsate o perché riferite a missioni mai autorizzate dal consiglio e per le quali non esiste alcuna convocazione ufficiale, o perché riferite a scontrini incongruenti nelle date e negli importi».

C’è un altro atto-chiave in questa vicenda oltre alla denuncia di cui adesso si sta interessando la Procura, ed è il cosiddetto parere pro veritate di ben 32 pagine che è stato redatto dai tre legali incaricati dall’Ordine, gli avvocati Giuseppe Amendolia, Guido Barbaro e Massimo Rizzo, per capire in sostanza come ci si doveva muovere in questa vicenda.

I legali hanno affrontato l’intera vicenda sotto un triplice profilo, vale a dire penale, disciplinare e civile. E i tre avvocati scrivono: «… in virtù degli atti esaminati, la condotta posta in essere dal precedente Presidente appare prima facie illecita. A prescindere dalla sussistenza della qualifica di pubblico ufficiale in capo al legale rappresentante di un ordine professionale, nel caso di specie può ritenersi sussistente il fumus di condotte penalmente rilevanti».

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