Traffico migratorio internazionale di minori: si cercano in tutta Italia i bimbi africani in mano alla criminalità

i volti dei bambini rubati dalla criminalità

Circa cento bambini comprati, dotati di un nome e un’identità falsa, e poi probabilmente venduti. Ma dove sono finiti?

E’ una sconcertante verità quella emersa dall’operazione “Piccoli Angeli” condotta dalla compagnia dei carabinieri di Roma San Pietro.

E’ stata sgominata una banda dedita alla vendita di documenti falsi, venduti a peso d’oro, che servivano per far transitare adulti e bambini dal Nord Africa all’Inghilterra, Svezia, Danimarca e Canada, passando per l’Italia, dove, a Roma, c’era la centrale operativa di questa organizzazione criminale.

Le indagini, condotte anche con intercettazioni telefoniche e protrattesi per oltre un anno, hanno consentito ai carabinieri di accertare che l’organizzazione produceva documenti falsi venduti a prezzi esorbitanti a cittadini di paesi africani, che poi espatriavano nel Regno Unito, in Svezia e in Canada transitando per l’Italia. Il giro di affari, tenendo conto solo dell’ultimo anno, è stato stimato in circa due milioni di euro.

L’operazione, convenzionalmente denominata ‘Piccoli Angeli’, vede coinvolti nel traffico migratorio anche bambini e dietro l’espatrio dei minori ci piotrebbero appunto essere adozioni illegali.

A capo dell’organizzazione un cittadino eritreo che aveva stabilito la base logistica nella Capitale. Diversi i ruoli rivestiti dai componenti dell’organizzazione: c’era chi era in grado di produrre e fornire documenti falsi; c’erano i finanziatori per le attività di produzione di documenti, compresa la fabbricazione di timbri; mediatori incaricati di mettere in contatto i migranti e l’organizzazione; infine altre figure fornivano la propria disponibilità a contrarre matrimoni fittizi per consentire l’acquisizione della cittadinanza.

Decine le perquisizioni effettuate in tutta Italia, a seguito delle quali sono state denunciate a piede libero altre 18 persone. Si tratta di cittadini italiani ed eritrei. Sotto la lente d’ingrandimento anche due agenzie di viaggio, un ristorante e un bar utilizzati con varie finalità dall’organizzazione.
I carabinieri si sono già rivolti al programma di Raitre “Chi l’ha visto?” per poter riconoscere questi bambini, probabilmente sottratti alle loro famiglie e alle loro case.

Sulla loro sorte sono in piedi tutte le ipotesi. La più ottimista è che siano vittime di adozioni fittizie, ma potrebbero essere anche finiti nelle maglie della prostituzione minorile o, addirittura, del traffico di organi.

I bambini potrebbero essere ancora in Italia: in qualsiasi località che sia della Lombardia o della Sicilia, dunque in ogni Regione o città.

Le Forze dell’Ordine confidano in delle segnalazioni che possano rivelarsi preziose per scoprire dove sono finiti i bambini e quindi per ritrovarli.

gli altri bambini scomparsi

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