Al via venerdì un mese di protesta in tutta Italia: la battaglia di sindacati e studenti. Chiuderà la Uil il 28

protesta sulla riforma della scuola

Ad ottobre gli studenti italiani potrebbero perdere diverse ore di lezione: in ordine sparso, a partire da venerdì, sono in programma una serie di scioperi e mobilitazioni sindacali per protestare contro le disposizioni contenute nella manovra estiva, in particolare l’accorpamento di migliaia di istituti, oltre che ribadire la contrarietà all’appena concluso piano triennale di tagli agli organici ed il sempre più elevato numero di alunni per classe.

Dopodomani le contestazioni verso l’operato del governo coinvolgeranno il personale e gli stessi studenti. L’astensione dal servizio è stata proclamata da diversi sindacati di base: Unicobas, Sisa, Usi, Ait e Usb. Una manifestazione è prevista davanti il Miur, a viale Trastevere. Nella stessa giornata manifesteranno gli studenti. La maggior parte delle più rappresentative sigle sindacali studentesche, anche universitarie, scenderà in piazza con cortei e flash-mob organizzati in oltre 70 citta, tra cui Padova, Venezia, Bologna e Napoli. Il clou delle contestazioni si avrà a Roma, dove gli studenti si sono dati appuntamento in mattinata alla Piramide. E’ lungo l’elenco delle rivendicazioni studentesche, che vanno dalla mancanza di fondi per il diritto allo studio, alle classi pollaio, ai tagli agli assegni di ricerca e all’offerta formativa, fino al blocco del turn over, agli alti costi della mobilità locale, nazionale e transazionale.

Nei giorni successivi la protesta riguarderà altre organizzazioni sindacali. Già sabato 8 toccherà alla Flc-Cgil, che ha aderito alla manifestazione indetta dalla confederazione che alle 14 partirà da Piazza della Repubblica per giungere a Piazza del Popolo: la mobilitazione è stata indetta “per contrastare, come emerge dalla manovra, l’accanimento del governo – spiega il sindacato – verso il lavoro pubblico, le pubbliche amministrazioni e il sistema della conoscenza”.

La settimana successiva, il 12 ottobre, si muoverà la Cisl, che ha indetto a Roma gli ‘Stati generali di scuola, università, ricerca, pubblico impiego, soccorso pubblico e sicurezza’. A spiegarne il senso è il segretario generale, Francesco Scrima: “è una mobilitazione importante che proseguirà ad oltranza finché non otterremo i risultati sperati”: il sindacato è consapevole “delle difficoltà che sta vivendo il Paese, ma anche in questo momento, soprattutto in questo momento, scuola e pubblico impiego devono tornare all’attenzione della politica, perché senza di loro non si va da nessuna parte”.

A chiudere la striscia di proteste del mese di ottobre, sarà la Uil: per il 28 ottobre l’organizzazione guidata da Luigi Angeletti ha proclamato uno sciopero di tutto il pubblico impiego, quindi anche dei comparti Scuola, Università e Ricerca, contro le politiche del governo. Il sindacato ha organizzato una serie di manifestazioni nelle principali città italiane: in particolare, il 14 ottobre a Firenze ed il 21 ottobre a Milano.

L’ultima si svolgerà venerdì 28 ottobre a Roma, in corrispondenza dello sciopero nazionale.

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