La relazione dell’advisor Ifa Consulting e una recente sentenza del Consiglio di Stato depositata a settembre

finanza derivata ai "raggi x"

Si chiama ristrutturazione del debito, si legge scandalo dei derivati. Appioppati a piene mani a enti locali, Comuni e Regioni in particolare, dalle Alpi al canale di Sicilia, da banche che con la vendita di derivati, appunto, hanno ingrassato le loro pance e di converso messo in ginocchio le finanze locali, già attentate da una politica tanto predona quanto ignava – e sul punto ignorante quando non brigona – cui i ridotti trasferimenti statali possono solo indurre ad assumere comportamenti più virtuosi.

Non che non vi siano rischi per il mantenimento dei servizi essenziali, dalla raccolta dei rifiuti al trasporto locale passando per l’assistenza alle fasce deboli, ma di certo scialacquare non si può più. E neppure lanciarsi in operazioni di ardita creatività.

La Giunta Buzzanca – scrive Francesco Celi sulla “Gazzetta del Sud” – ha ieri approvato una delibera di annullamento d’ufficio di tutti gli atti adottati negli anni 2006 e 2007 nella parte riguardante le operazioni di finanza derivata. Il provvedimento – vale la pena ricostruire alcuni tra i passaggi più salienti, peraltro forieri di polemica da tempo –, che ha valenza retroattivo, come puntualizza Palazzo Zanca, trae origine da una complessa operazione di ristrutturazione dell’indebitamento del Comune avviata nel 2006 e che si è concretizzata nell’emissione di un prestito obbligazionario e nella sottoscrizione di tre operazioni di swap, per un valore nozionale originario di 21 milioni di euro, da cui erano scaturiti, sin dalla sottoscrizione, notevoli oneri finanziari.

La delibera adottata dall’esecutivo Buzzanca rappresenta lo sbocco del conferimento di un incarico alla Ifa Consulting di Verona, società cui ad avvio di consiliatura venne affidato il compito di effettuare «un’analisi tecnico-legale specialistica e di ingegneria finanziaria sugli strumenti di finanza derivata», nonché uno screening legale in relazione alle posizioni sottoscritte da Palazzo Zanca. Nei mesi scorsi sul tavolo del sindaco, dell’assessore alle Finanze Orazio Miloro e del dirigente dell’Area finanziaria è giunto il report della Ifa Consulting, inequivocabile nelle conclusioni: vi hanno fregati, si potrebbe dire sintetizzando all’estremo.

Da qui la decisione di chiedere conforto sulle mosse da intraprendere al collegio di difesa, che ha avviato procedure prima in fase extragiudiziale quindi in fase giudiziale. Cosa è accaduto? Rilevata l’irregolarità di carattere giuridico dall’advisor cui il Comune ha dato incarico nel 2008, l’Ifa Consulting, appunto, via all’annullamento d’ufficio di tutti gli atti. Cosa sostiene l’Ifa? Che il danno subito dal Comune a seguito della operatività in derivati è pari a 23 milioni 751 mila 497 euro, ottenuto come somma del “mark to market” dei contratti in essere e dei flussi pagati e incassati fino al 7 gennaio 2009 al netto degli anticipi ricevuti.

Ben il 75% del danno complessivo, e cioé 17 milioni 774 mila 749 euro, è imputabile al “mispricing” sfavorevole al Comune, mentre solo il 25% del danno è riconducibile all’effetto delle mutate condizioni di mercato, 5 milioni 976mila euro. Alla luce di queste considerazioni, e alla luce di una recente sentenza del Consiglio di Stato, Buzzanca ha deciso di interrompere i contratti.

«Tale sofferta ma ponderata decisione», afferma il sindaco, «è il portato ultimo di un’attenta e profonda disamina di quanto a suo tempo sottoscritto, che ha rivelato gravissime criticità di ordine economico e finanziario come dedotto nelle relazioni della società che ci ha fornito consulenza. Inoltre, come indicato anche dai legali di fiducia dell’ente, la decisione risulta in linea con recentissimi pronunciamenti degli organi giudiziari competenti. Dunque pagamenti interrotti.

Dirimente pare sia apparsa in tal senso la sentenza del Consiglio di Stato numero 5032 del 17 maggio scorso, depositata il 7 settembre. Il supremo organo giurisdizionale amministrativo ha, infatti, riconosciuto la legittimità dell’annullamento d’ufficio per una fattispecie analoga a quella che interessa il Comune di Messina. «L’atto che abbiamo adottato», conclude il sindaco Buzzanca, «sarà adesso trasmesso al ministero dell’Economia nonché alla Banca d’Italia e alla Consob».

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