Delitto Meredith, dopo l’assoluzione di Amanda e Raffaele l’ivoriano chiederà la revisione del processo

Rudy Guede

Revisione del processo per Rudy Guede? Al momento è solo un’ipotesi. Ma i difensori del giovane ivoriano, condannato definitivamente a 16 anni per la morte di Meredith, non lasceranno nulla d’intentato.

Adesso più che mai sono pronti a chiedere che venga messa in discussione la posizione dell’ivoriano, condannato per omicidio “in concorso”.

Dunque, un delitto, secondo la Cassazione, compiuto in concorso con altri (i nomi non sono stati indicati) e del quale non è considerato l’autore materiale. Sentenza che si scontra inevitabilmente con quella emessa dalla Corte d’assise d’Appello di Perugia, secondo cui Raffaele Sollecito e Amanda Knox, con il delitto, non hanno nulla a che fare.

Ora – come riporta Il Messaggero – si potrebbero aprire clamorosi scenari. Gli avvocati Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, che tutelano Guede, non commentano l’assoluzione dei due ex fidanzati, ma se il verdetto di lunedì scorso sarà confermato in terzo grado, è scontato il ricorso per la revisione del processo. Prima bisognerà però esaminare le motivazioni per valutare se si sia creato un cosiddetto contrasto giuridico. Una strada che non ritiene praticabile l’avvocato Luca Maori, uno dei difensori di Sollecito. «Il rito abbreviato – spiega – non fa stato in quello ordinario. Non credo proprio si possa arrivare a un contrasto di giudicato».

Revisione o meno, intanto Perugia scopre una simpatia per il cestista Rudy, abbandonato dalla famiglia e unico colpevole anche se in concorso, a questo punto, con due fantasmi. Rudy che ha accusato Amanda e Raffaele e ha sempre detto di essere innocente. Loro fuori e lui dietro le sbarre di Viterbo. La risposta di Perugia arriva on line. E Rita Manni, sul vero colpevole, dà la sua personale sentenza: «Il maggiordomo ha colpito ancora. Incredibile».

Il pensiero su Facebook, in città, va proprio a Rudy, visto crescere sul campetto di basket di piazza Grimana, dieci metri dalla casa del delitto. Fabio Pierucci e Mirko Castori (ma in realtà sono in centinaia a sfilare sull’ironia del politicamente scorretto) condividono un link con la foto dell’ivoriano: «Non è mica semplice concorrere all’omicidio di una persona assieme a due innocenti. Però se sei di colore ti viene più facile».

In tanti, anche nei commenti della Perugia che in questi quattro anni ha fatto finta di girarsi dall’altra parte, infatti, puntano il dito contro una decisione che sembra aver privilegiato «i figli biondi di medici e americani, per lasciare a marcire in galera l’unico sbandato, senza soldi e famiglia». È così che Stefano Cinti chiede di ritinteggiare i muri delle aule di tribunale con «La giustizia è uguale solo per alcuni morti di fame».

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