Il consigliere regionale “spera in collegio di donne”: “loro mi capirebbero”. Con Fede e Mora va a giudizio

Nicole Minetti

Presenza in aula doverosa, l’auspicio che il collegio che la giudicherà sia a maggioranza femminile. Lo dice Nicole Minetti, consigliera regionale del Pdl rinviata a giudizio con Emilio Fede e Lele Mora, nel processo che li vede accusati di induzione e favoreggiamento di prostituzione anche minorile per le feste del Premier ad Arcore.

Ieri – dichiara – era presente in aula perché “essendo imputata in un processo mi sembrava doveroso presentarmi. Anche per rispetto della giustizia, e come forma di responsabilità”. Ovvio che il processo “avrei preferito evitarlo, ma visto che ci sarà sono certa che riuscirò a chiarire la mia posizione e a dimostrare la mia innocenza. Da donna mi auguro che a giudicarmi sia un collegio di donne o per lo meno a maggioranza femminile” perché “le donne riuscirebbero a capire di più la mia estraneità ai fatti. Le donne hanno una sensibilità diversa”.

Intanto la convinzione che “le deposizioni” fatte ieri da altre ragazze “sono a mio favore”: “Imane Fadil rimarca che io non ho avuto nulla a che fare con il fatto che lei sia venuta ad Arcore, non ce l’ho portata io”. Ma ha detto che Minetti ad una festa era vestita da suora: “Respingo assolutamente queste sue dichiarazioni”.

© Riproduzione Riservata

Commenti