Fagotto con stracci militari: forse svolta nelle indagini sul delitto. Il gip rifiuta la riesumazione del cadavere

Melania Rea

Nuovi elementi sarebbero emersi dalle indagini sull’omicidio di Melania Rea. Nei giorni scorsi i carabinieri avrebbero trovato un fagotto di abiti, probabilmente militari, abbandonati da mesi, con alcune macchie ritenute interessanti.

I vestiti si trovavano non lontano dal bosco delle Casermette, nel Teramano, dove la donna è stata uccisa il 18 aprile. Lo riporta il settimanale Oggi citando fonti della Procura. Su ordine dei pm di Teramo, Greta Aloisi e Davide Rosati, il materiale sarà inviato in tempi brevissimi ai laboratori dei Ris per verificare la presenza di eventuali tracce del dna della vittima, del marito Salvatore Parolisi, unico indagato per il delitto, o di altre persone vicine alla coppia.

La notizia è coperta dal massimo riserbo. Il ritrovamento – prosegue il settimanale – spiegherebbe l’inventario che la Procura di Teramo ha avviato sul guardaroba di Parolisi. Per capire se manchi qualche capo tra gli abiti militari in dotazione al caporalmaggiore.

Intanto la salma di Melania Rea non sarà riesumata per eseguire un’altra autopsia. Lo ha deciso il gip del tribunale di Teramo, Giovanni de Rensis, che ha respinto la richiesta di incidente probatorio avanzata dai legali di Salvatore Parolisi.

Nel frattempo spunta un video-interrogatorio di Salvatore Parolisi, tornato nel bosco delle casermette 48 ore dopo la morte della moglie. Agli inquirenti, i magistrati Umberto Monti e Greta Aloisi, il caporalmaggiore, originario di Frattamaggiore (Napoli), racconta i “movimenti” che ha fatto insieme alla donna.

Nell’interrogatorio dice che nessuna delle sue allieve lo ha pressato né telefonicamente né su Facebook.

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