La famiglia di Meredith affranta, farà appello: “chi è stato a uccidere? Rispettiamo ma non perdoniamo”

Amanda Knox

Amanda Knox e Raffaele Sollecito sono liberi dopo l’assoluzione per l’omicidio di Meredith Kercher.

La ragazza americana ha deciso di prendere subito l’aereo per gli Stati Uniti e non tornerà più: non ci sarà al processo di Cassazione. Il fidanzato invece rientrerà nel suo paese d’origine.

La famiglia della ragazza britannica uccisa la notte dell’1 novembre 2007  ha annunciato che farà appello e pertanto ricorrerà al terzo ed ultimo grado di giudizio.

“Per noi è importante continuare a credere nella giustizia italiana, anche perché la sentenza è ancora appellabile”, ha affermato la sorella di Meredith, Stephanie, parlando a nome di tutta la famiglia. “Siamo convinti che c’è ancora tempo e modo per accertare la verità”, ha concluso.

“Se Amanda e Raffaele sono stati assolti, ci chiediamo allora chi ha collaborato con Guede, condannato in via definitiva, all’omicidio di Mez?”, ha aggiunto il fratello di Meredith, Lyle Kercher. “E’ ancora molto difficile parlare in termini di perdono. Finché non si conosce la verità non possiamo perdonare nessuno – ha sottolineato Stephanie – Dobbiamo accettare e rispettare la decisione ma finché non si conoscerà la verità non possiamo perdonare nessuno”.

La notte scorsa è stata la prima da persone libere per Amanda e Raffaele dopo l’assoluzione con formula piena per non aver ucciso, nella notte tra l’1 e il 2 novembre del 2007, la studentessa inglese Meredith Kercher nella casa di via della Pergola, nel capoluogo umbro. Una sentenza che, ieri sera, ha completamente ribaltato quella di primo grado che aveva condannato Amanda e Raffaele rispettivamente a 26 anni e a 25 anni di carcere.

Usciti dal carcere nella serata di ieri, Sollecito è già tornato a casa. Alcuni tra la folla fuori da tribunale e nelle piazze di Perugia, hanno urlato e fischiato, gridando “vergogna” per una sentenza che era nell’aria già da qualche giorno.

La decisione del presidente Claudio Petrillo Hallmann ha accolto tutte le obiezioni sollevate dalla difesa e soprattutto la Corte si è completamente fidata dalla perizia formulata dai periti nominati dalla corte stessa sulla presunta e non più arma del delitto che sul gancetto di reggiseno appartenente alla vittima Meredith Kercher.

Unico condannato per l’omicidio a questo punto è l’ivoriano Rudy Guedé, a 16 anni di carcere in via definitiva.

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