Delitto Meredith, toccherà agli italiani risarcire i due ragazzi? Famiglia della vittima pronta a fare ricorso

Amanda Kercher

Mentre Amanda Knox torna negli Usa, Raffaele Sollecito ha espresso il desiderio di incontrare la famiglia di Meredith Kercher. “Spero di incontrare i familiari di Meredith, anche Raffaele lo vuole. A noi il figlio è stato restituito, ai familiari di Meredith questo purtroppo non potrà succedere. Soffro per loro e con loro, gli offriamo la nostra vicinanza e cordoglio”.

Così Francesco Sollecito, padre di Raffaele, ha risposto alle telecamere di SkyTg24 fuori la sua abitazione di Bisceglie, in Puglia. Ad attendere il 27enne un pranzo con la famiglia a base di pesce, mentre Amanda è già in viaggio verso gli Usa. Prima di lasciare l’Italia Amanda ha scritto una lettera agli italiani per ringraziarli del sostegno in questi anni.

E sulla vicenda è intervenuto anche l’ex ministro della Giustizia e oggi segretario del Pdl Angelino Alfano commentando gli “errori della giustizia”. “In Italia nessuno paga per gli errori giudiziari”, ha detto Alfano riferendosi alla sentenza di Perugia. “Chi risarcirà Amanda? E chi pagherà per una detenzione ingiusta sua e di Raffaele Sollecito?”, ha chiesto il segretario del Pdl.

I due ragazzi sarebbero già pronti a chiedere danni milionari allo Stato italiano.

Intanto la famiglia di Meredith Kercher ha deciso che farà appello alla decisione della corte d’Assise d’appello del tribunale di Perugia che ieri ha assolto Amanda e Raffaele con formula piena per non aver ucciso, nella notte tra l’1 e il 2 novembre del 2007, Meredith nella casa di via della Pergola, nel capoluogo umbro. Una sentenza che ha completamente ribaltato quella di primo grado che aveva condannato Amanda e Raffaele rispettivamente a 26 anni e a 25 anni di carcere. Alcuni tra la folla, fuori dal tribunale e nelle piazze di Perugia, ha urlato e fischiato, gridando “vergogna” per una sentenza che era nell’aria già da qualche giorno.

Amanda all’inizio della lettura era tesissima, già quasi in lacrime prima della sentenza, Raffaele invece era più tranquillo. Impietriti la madre ed i familiari di Meredith. La decisione del presidente Claudio Petrillo Hallmann ha accolto tutte le obiezioni sollevate dalla difesa e soprattutto la Corte si è completamente fidata dalla perizia formulata dai periti nominati dalla corte stessa sulla presunta e non più arma del delitto che sul gancetto di reggiseno appartenente alla vittima Meredith Kercher. Unico condannato per l’omicidio a questo punto è Rudy Guedé, a 16 anni di carcere in via definitiva.

La famiglia di Meredith ha commentato quanto è accaduto. Lyle, il fratello di Meredith: “Ieri è stata una giornata lunga e molto difficile. Rispettiamo la corte e il sistema giudiziario italiano, ci sembra di affrontare tutto di nuovo. Al momento io capisco quello che era stato deciso: Guedé non aveva agito da solo, se hanno rilasciato Amanda e Raffaele ci chiediamo chi è stato a commettere il crimine con lui”.

“Sono molto deluso, aver prolungato per quattro anni questo dolore rende per noi è ancora più difficile tornare alla vita normale”, ha aggiunto Lyle. La famiglia della studentessa inglese è decisa a riaprire il caso: il sistema giudiziario italiano “è diverso”, ma “faremo appello affinché venga cambiata la decisione”. Anche la madre di Meredith ha preso la parola: “Nessuno uscirà felice da questa situazione”.

Sulle parole pronunciate ieri da Amanda Knox, nel ricordo di Meredith, la madre della giovane vittima ha detto: “Sicuramente uno lo può apprezzare è uno choc per tutti. Per noi, loro. Anche loro non rimarranno immuni da questa vicenda”. Alla domanda, se in futuro accetteranno un incontro o un dialogo con la famiglia di Amanda, Stephanie Kercher ha risposto: “Io penso che ne abbiamo già parlato… Finché non avremo verità completa è molto difficile che possa esserci una conversazione con loro”. Anche il premier inglese David Cameron ha espresso il suo cordoglio alla famiglia Kercher.

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