Consigliera regionale a sorpresa presente in tribunale
Il Gup dice no alla trascrizione telefonate del premier

Nicole Minetti

Il pm Ilda Boccassini ha detto no alla sospensione del processo in cui per il caso Ruby Silvio Berlusconi è imputato di concussione e prostituzione minorile. “Non è previsto dal Codice – ha spiegato il pm – si deve decidere solo se rientra in un caso di opportunità. Ma la Costituzione impone rapidità del processo penale e questo vale per tutti mentre non può valere in aula un principio di opportunità politica”.

Emilio Fede, Nicole Minetti e Lele Mora sono stati rinviati a giudizio per il caso Ruby. Lo ha deciso il Gup di Milano Maria Grazia Domanico. Tutti e tre sono accusati di induzione e favoreggiamento della prostituzione anche minorile. Il processo inizierà il prossimo 21 novembre. In mattinata a Milano è ripartito il cosiddetto processo Ruby 2, con l’udienza preliminare a carico dei tre coinvolti nell’inchiesta sui festini ad Arcore. La Minetti si è presentata a sorpresa in aula. Con lei presenti anche altre tre ragazze Imane Fadil, Chiara Danese e Ambra Battilana. La consigliera regionale, in giacca scura e jeans, è arrivata al settimo piano del palazzo di giustizia di Milano. «Non ho dormito per l’agitazione, sono a pezzi», ha spiegato la Minetti, chiacchierando con i cronisti. «Sono qui perché volevo farmi vedere dal giudice», ha aggiunto lasciando il tribunale. È la prima volta che uno degli imputati si presenta per l’udienza davanti al Gup Maria Grazia Domanico.

In aula, come si diceva, anche Imane Fadil, una delle trentadue ragazze maggiorenni che sarebbero state indotte a prostituirsi nel corso dei presunti festini ad Arcore, si è presentata in tribunale a Milano. «Sono qua perché mi ritengo parte offesa e per guardare in faccia chi mi ha dato della bugiarda», ha detto la giovane. Modella marocchina di 27 anni, la Fadil si è presentata come «osservatore» e valuterà se costituirsi come parte civile, dopo eventuale rinvio a giudizio dei tre. Fadil si era presentata in procura il 9 agosto scorso e aveva raccontato altri particolari delle presunte feste a villa San Martino.

Nell’udienza preliminare sul caso Ruby, la difesa di Emilio Fede ha chiesto che vengano trascritte tutte le telefonate, anche quelle che non sono mai state trascritte come alcune intercettazioni che riguardano Silvio Berlusconi e un altro parlamentare. I pm si sono opposti a garanzie delle prerogative dei parlamentari. E il Gup di Milano ha bocciato la richiesta. Il giudice ha accolto infatti la linea dei pm i quali, riguardo alle intercettazioni di Berlusconi e alle altre dell’eurodeputato Ronzulli, avevano invocato le prerogative a tutela dei parlamentari e chiesto che non venissero trascritte. Restano dunque, tra le telefonate che il perito dovrà trascrivere in vista di un eventuale processo, solo quattro che riguardano il premier ed alcune ragazze, che erano già state trascritte in passato. Il Gup poi ha accolto tutte le richieste della procura che ha indicato le telefonate da trascrivere e ha respinto alcune richieste di opposizione delle difese.

Nell’ambito del processo Ruby 1, quello a carico del premier Berlusconi, imputato di concussione e prostituzione minorile, i giudici non hanno accolto la richiesta della difesa di sospendere il processo in attesa del giudizio della Consulta sul conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato.

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