Doppietta di Marchisio nel finale: rossoneri mai in partita e ora in crisi. Espulso Boateng nel recupero

Claudio Marchisio

Claudio Marchisio spinge la Juve e con una doppietta all’87’ e al 93′ i bianconeri stendono il Milan. Un trionfo meritato quello della squadra di Antonio Conte, che ha sottomesso i campioni d’Italia con un’energia e una grinta che non si vedevano dai tempi di Lippi per colpire poi alla fine, quando fa più male, quando sembrava che quello 0-0 fosse senza soluzioni, per tutti gli errori di mira collezionati e per la bravura di Abbiati su Vucinic nel primo tempo. Il Milan? Assente ingiustificato dal match, sicuramente la stanchezza per i tanti impegni si fa sentire ma in campo gli uomini di Allegri sono stati letteralmente dominati dagli avversari, nella rabbia agonistica come nel gioco.

Conte sceglie l’unica punta, Vucinic, con ali Krasic e Pepe. Del Piero e Matri in panchina, Toni e Quagliarella addirittura in tribuna. In difesa Chiellini schierato a sinistra, per la prima volta Bonucci è titolare al fianco di Barzagli. Nel Milan Boateng fa tremare Allegri per un piccolo problema alla schiena ma stringe i denti e si presenta in campo con i compagni, per il tridente annunciato con Ibrahimovic e Cassano. Lo Juventus Stadium è gremito e bollente.

L’inizio è a ritmi altissimi e nervosi, i primi brividi li regalano Boateng da una parte e Marchisio dall’altra, entrambi con conclusioni sballate. La Juve cerca spazi soprattutto a destra, con Lichtsteiner, Krasic e Vucinic che spesso e volentieri si allarga proprio da quella parte, e Pirlo che comanda la giostra con la solita regia illuminante; il Milan però mette in crisi i bianconeri non appena si alza oltre la trequarti, la difesa respinge con sofferenza i tentativi di fraseggio tra Cassano, Seedorf, Ibra e Boateng. Pirlo prova al 20′ a sorprendere Abbiati dalla distanza, facile la parata. Più Juve comunque, anche se la manovra avvolgente dei bianconeri non trova il ricamo giusto al limite dell’area avversaria. Il Milan è sornione ma serve una scivolata provvidenziale di Chiellini a fermare un contropiede velenosissimo sull’asse Ibra-Cassano. Pirlo ci riprova, stavolta su punizione, Abbiati non si fa sorprendere sul suo palo. Il portiere del Milan è sicuro anche dopo la mezz’ora, quando si fa trovare ben piazzato sulla conclusione a botta sicura di Vucinic all’altezza del dischetto, l’emozione più forte della partita fino a questo momento. Fino al lampo della traversa del montenegrino.

Tre, quattro secondi con quarantunomila respiri trattenuti: è il 37′, il montenegrino controlla all’altezza della lunetta e da fermo, con un nugolo di milanisti attorno, prova il colpo da campione: finezza di destro, accarezzato, per un pallonetto soffice destinato a sorprendere Abbiati, leggermente fuori dai pali: ma il colpo di reni del portiere è da campione d’Italia, il guanto sfiora la sfera il tanto che basta a farla terminare sulla traversa piuttosto che in rete, con la palla che rimbalza fuori dalla porta. L’azione sfuma subito dopo per per l’offside di Pepe, lanciatosi a raccogliere l’eventuale respinta. Poi è Marchisio, sul finire del tempo, a controllare al volo uno splendido assist sempre di Vucinic, ma la conclusione del centrocampista è troppo debole per impensierire Abbiati. Primo tempo con tanta Juve, tanto carattere che allontana il Milan dalla partita. Ma nel calcio non si vince ai punti.

Si riparte e subito Juve a mille, con un’incredibile salvataggio di Abbiati su Bonucci, staccatosi in proiezione offensiva ma goffo al momento di deviare in rete un cross delizioso di Pirlo. Nesta sembra avere problemi, Allegri fa scaldare Antonini ma il difensore si riprende. Anche il Milan si sveglia con un tandem improvvisato, Nocerino-Cassano: cambio di gioco da destra a sinistra per Fantantonio che restituisce palla di nuovo sull’altra fascia, per l’inserimento di Boateng che colpisce al volo di destro a incrociare; coordinazione e precisione sublime, a cui risponde un riflesso felino di Buffon che si allunga e tocca il necessario per mettere in angolo. Conte sostituisce un deludente Krasic per Giaccherini e inverte gli esterni con Pepe che scala a destra, Allegri invece cambia: fuori Cassano, dentro Emanuelson, rossoneri con una sola punta di ruolo. Manca mezz’ora.

Thiago Silva è decisivo su un retropassaggio sciagurato di Van Bommel che lancia Vucinic, il brasiliano riesce con un recupero da fuoriclasse a disinnescare l’avversario. Nesta crolla e chiede il cambio, Bonera centrale con Antonini terzino. Conte non si decide a cambiare, nonostante Matri sia pronto da un pezzo: Vidal sarebbe il predestinato ma si fa notare con due conclusioni: un tiro cross che non trova la deviazione vincente dei compagni e un siluro dai 18 metri, a botta sicura, che sibila a un metro da Abbiati. C’è solo la Juve in campo, i bianconeri sono indemoniati e spinti dalla carica travolgente del pubblico schiacciano gli avversari. Ma senza affondare il colpo. Ci riprova Vucinic, a dieci minuti dal termine, e il suo destro a giro sul palo lontano fa urlare al gol ma per pochi centimetri. Sembra tutto bloccato, Allegri pregusta il pari. Poi arriva Marchisio.

Mancano tre minuti e la Juve passa: azione sostenuta dei bianconeri che arrivano al limite dell’area dove Marchisio chiede e ottiene due triangoli, uno a Vidal e uno a Vucinic: Bonera disperato in scivolata cerca di anticipare il centrocampista ma gli scarica il pallone addosso e il rimpallo diventa un diagonale vincente. Un boato immenso accompagna il pallone in rete, il vantaggio dei bianconeri arriva a sancire una superiorità ineccepibile. Ma non finisce qui, perché Boateng con un colpo al volto stende Chiellini e si guadagna il secondo giallo con annessa doccia anticipata.

A questo punto, con il gol che esalta i bianconeri e ne moltiplica le energie, arriva il raddoppio in contropiede, con il Milan sfilacciato a cercare il pareggio: ed è ancora del centrocampista la stoccata al volo su cui Abbiati vanifica l’ottima partita disputata fino a quel momento, impappinandosi e lasciando entrare il pallone in rete facendoselo passare tra le gambe. E’ 2-0, è doppio Marchisio, è primato in classifica. Imbattuta dopo cinque giornate, la squadra di Conte si catapulta di nuovo davanti a tutti. Il tecnico aveva detto che questa partita serviva per capire a che livello era la sua Juve. Questa sera la sua Juve, ora in vetta con l’Udinese, ha detto sul campo che è da scudetto.

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