La Corte d’Appello di Perugia assolve i fidanzati: non sono stati loro a uccidere la studentessa inglese nel 2007

Raffaele Sollecito e Amanda Knox

Amanda Knox e Raffaele Sollecito sono innocenti: questa la sentenza della Corte d’Appello al processo per il delitto di Meredith Kercher, avvenuto la notte dell’1 novembre 2007 a Perugia.

I giudici hanno letto il dispositivo alle 21.50 in diretta tv. Interminabile l’attesa: già alle 21.30 i due imputati sono arrivati in aula per attendere l’arrivo della Corte.

Poi la clamorosa assoluzione per i fidanzati. Ribaltata, dunque, la sentenza di primo grado che aveva condannato Amanda e Raffaele a 25 e 26 anni di reclusione. Amanda è stata ritenuta colpevole solo del reato di calunnia nei confronti di Patrick Lumumba. 

E’ un clima a dir poco concitato quello che ha accolto il verdetto di secondo grado sull’atroce omicidio della studentessa. Una vera e propria folla di oltre 400 giornalisti, fotografi e teleoperatori, ed ovviamente tanti cittadini e semplici curiosi, hanno affollato il Palazzo di Giustizia di Perugia e le strade antistanti il tribunale per l’ultima udienza del processo d’appello riguardante l’omicidio di Meredith. 

Il presidente della corte di assise di appello di Perugia, Claudio Pratillo Hellman, stamane prima di ritirarsi in camera di consiglio ha chiesto “rispetto e silenzio al momento della lettura del dispositivo”. “Ricordiamoci – ha sottolineato il presidente della Corte – che è morta una bella ragazza e ci sono in gioco le vite di altri due giovani. Voglio rispetto e silenzio”.

La sentenza ha scatenato, soprattutto all’esterno del tribunale, la rabbia e la contestazione di numerosi cittadini che ritengono siano stati i due ragazzi ad uccidere Meredith. “Vergogna, giustizia per Meredith”: così la piazza di Perugia ha manifestato il dissenso per la sorprendente decisione dei giudici.

L’unico assassino di Meredith adesso rimane Rudy Guede, già ritenuto colpevole e condannato in tutti i tre gradi di giudizio. Dovrà scontare 16 anni di carcere.  

«Io sono stata manipolata», è la dichiarazione “forte” fatta da Amanda in lacrime prima della sentenza. «La mia fiducia assoluta nell’autorità della polizia è caduta», ha aggiunto. «Ho subito accuse ingiuste e sto pagando con la mia vita cose che non ho mai commesso».

«Non ho ucciso, non ho violentato, io non ero presente a questo crimine». Così la Knox si è rivolta ai giudici della Corte d’appello a Perugia. Io sono innocente. Ho perso un’amica nel modo più brutale e inspiegabile. Voglio tornare a casa, voglio tornare alla mia vita».

“Non ho mai fatto male a nessuno – ha detto Raffaele Sollecito – ed ogni giorno in carcere è già una morte. Mi viene chiesto il carcere a vita o addirittura la pena di morte, ma io non ho mai fatto del male a nessuno».

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