Sono più di 35 mila gli italiani che hanno deciso di recarsi sull’isola caraibica per una cura “miracolosa

diagnosi tumorale

Viaggi della speranza destinazione Caraibi per migliaia di italiani malati di cancro. In solo 5 mesi sono stati circa 35 mila gli italiani che sono partiti per Cuba con l’intenzione di procurarsi il Vidatox, meglio conosciuto come Escozul, l’ultima (presunta) cura ‘miracolosa’ contro il male del secolo. Lo stesso farmaco importato illegalmente dall’Albania sequestrato ieri dalla Guardia di Finanza di Bari. A fornire i dati, in un’intervista esclusiva a ‘Doctor’s Life’ – canale satellitare dell’Adnkronos Salute in onda dal 3 ottobre sul canale 440 di Sky – è Antonio Fraga Castro, direttore del laboratorio Labiofam, centro di ricerca farmaceutica statale – situato appena fuori l’Havana – che produce il Vidatox.

La sostanza, nelle intenzioni dei medici che ne hanno studiato le proprietà, sarebbe efficace in alcune delle più pericolose forme di tumore, dal colon al cervello, passando per i polmoni e la prostata. Del prodotto si parla dal 1985 quando il biologo cubano Misael Bordier scoprì le proprietà antitumorali del veleno di una specie particolare di scorpione che vive solo a Cuba: lo scorpione azzurro. Tenuto in laboratorio, alimentato in modo regolare e sottoposto ad una forte scossa elettrica, questo scorpione produce due o tre gocce di veleno al giorno, la base per il farmaco che poi viene diluito in acqua.

Malgrado i dubbi sulla reale efficacia del medicinale sollevati da numerosi oncologi e specialisti internazionali, il Vidatox sembra essere molto richiesto. Anche in Europa, e soprattutto in Italia. “Da settembre 2010 a gennaio 2011 – spiega il direttore di Labiofam – circa 35 mila italiani sono atterrati a Cuba in cerca del Vidatox. Naturalmente sono arrivati, e arrivano, pazienti e loro familiari anche dall’America Latina (Colombia, Cile, Honduras), dagli Stati Uniti e da altri Paesi, ma gli italiani sono certamente i più numerosi. Il problema però – aggiunge – è che molti sono arrivati fin qui con poche informazioni, senza avere un’idea chiara di come fare per ottenere il farmaco”.

A Cuba, nei mesi scorsi, il farmaco veniva distribuito gratuitamente a chi presentava la propria cartella clinica che confermava la patologia tumorale. Ora, dopo la sua registrazione presso l’ente regolatorio cubano per il controllo della qualità dei medicinali (Cedmed), il Vidatox lo si può acquistare nelle farmacie internazionali presenti sull’isola a un costo di 205 Cuc: al cambio circa 160 euro. Per i cubani invece il costo è simbolico: 1 peso. Il direttore di Labiofam non esclude che tra i 35 mila italiani che ne hanno fatto richiesta quando il prodotto era gratuito ci fosse anche qualche furbo, per nulla malato, ma intenzionato a fare affari col Vidatox.

“Non ho certezze per affermarlo – spiega – ma credo che alcuni malintenzionati possano aver approfittato della situazione, magari con l’aiuto di qualche documento medico falso”.Per il numero uno di Labiofam, le polemiche nate intorno al farmaco sono figlie del troppo clamore mediatico che si è alimentato: ‘specie in Italia’, afferma. “Le persone – spiega – hanno avuto troppe informazioni anticipate, quando il prodotto era ancora in una fase di studio. Praticamente il contrario di quello che andrebbe fatto. Soprattutto – conclude – quando si parla di un farmaco anti-tumorale”.

In Europa, al momento, il Vidatox è commercializzato in Albania. A prezzi molto più alti, però. Su questo punto il direttore di Labiofam è chiaro: “Fuori dal territorio cubano, nei Paesi dove viene commercializzato, a stabilire il prezzo sono le aziende che lo distribuiscono”.

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